Cionek: "Abbiamo creduto fino in fondo alla salvezza. Voglio diventare importante per il Palermo"

Il difensore polacco ha parlato dei suoi primi mesi in Sicilia

È stata la sorpresa più inaspettata nel finale di stagione del Palermo. Parliamo di Thiago Cionek, arrivato a gennaio dal Modena, che dopo un inizio difficile è riuscito a trovare spazio con ottime prestazioni. Intervistato dal "Giornale di Sicilia", il difensore del Palermo ha parlato della salvezza raggiunta: "La verità è che non abbiamo mai smesso di crederci anche quando il finale sembrava molto difficile. La svolta è stata senza dubbio la partita col Frosinone. Uno scontro salvezza che era come un’ultima spiaggia. Se avessimo perso, non avremmo avuto possibilità di salvarci. In quell’occasione la squadra ha dimostrato grande valore. Ogni giorno che leggevo i giornali c’erano polemiche, noi dovevamo solo pensare al campo. Al Palermo non è stato regalato nulla e per questo sono ancora più orgoglioso della nostra impresa". Le emozioni di giocare al Barbera: "Avevo giocato col Modena al Barbera, con la Samp la prima con la maglia del Palermo in questo stadio e già quella è stata una grande emozione. Ma avere la possibilità di giocare l’ultima partita del campionato con lo stadio pieno, in uno scontro salvezza, è stata un’emozione indescrivibile e sento ancora addosso l’adrenalina della partita col Verona. Ricordo ogni momento di quella gara, di come i tifosi ci hanno spinto anche quando abbiamo subito il pareggio e per alcuni minuti eravamo retrocessi. Spero di rivedere il “Barbera” pieno ancora tante volte, ma in altre situazioni" I primi mesi in Sicilia: "È stato un periodo non facile, la squadra non otteneva i risultati voluti e io stavo in panchina e per un calciatore abituato a giocare sempre, seppur in B, è stata dura per due-tre mesi non giocare neanche qualche minuto. Ma la mia forza è stata allenarmi bene e lavorare sodo: da tutto questo è nato il mio contributo finale alla salvezza. Aspettavo da tempo l’opportunità di giocare in A e finalmente a 30 anni ho esordito e sono contento di aver avuto questa occasione".  L'importanza dei senatori e la forza del gruppo: "Tutti hanno visto quanto sono stati importanti i senatori. La loro esperienza ci ha dato una grossa mano e sono stati determinanti, poi tutta la squadra è stata brava a salvarsi, perché solo con l’aiuto di tutti, anche di chi non ha giocato, si poteva evitare la retrocessione. Non subire gol in tre partite è stato un punto di forza. In un momento così delicato era troppo importante non stare a inseguire il risultato e restare sempre con la partita aperta. Sono entrato in un momento difficile e sono contento di aver dato il mio contributo, ma è merito della squadra che ha mostrato compattezza". Futuro?: "La salvezza e la rimonta sono state eccezionali, ma ora dobbiamo evitare certe…emozioni. L’obiettivo sarà una salvezza tranquilla. Quest’anno deve servire per imparare tante cose sia per noi giocatori, sia per la dirigenza e sono sicuro che il prossimo anno sarà preparato in maniera diversa. Ora ho altri due anni di contratto col Palermo, voglio diventare un giocatore importante per questa società". Ballardini e Di Marzio? "Ballardini è stato l’allenatore che mi ha fatto giocare di più. È stato difficile farsi notare con i tanti allenatori che cambiavano, ma io ho sempre pensato a farmi trovare pronto e aspettare il mio momento, lavorando. Sapevo che potevo essere utile e, quando sembrava che non avrei più giocato, sono arrivate le ultime quattro partite e tutto è cambiato. Di Marzio è arrivato nel momento più difficile, ma la sua esperienza è stata importante. È stato amico di tutti, portando serenità e un po’ di allegria nello spogliatoio". La convocazione per gli Europei: "L’ultimo mese è stata una svolta per me. Non è stato facile stare fuori così a lungo e sentivo l’Europeo sempre più lontano. Quando stavo a Modena ero sempre convocato, mentre le ultime amichevoli di marzo ero stato lasciato a casa. Ma non ho mai smesso di crederci. Inoltre, ero sempre in contatto col CT della Nazionale Adam Nawalka che si aspettava un mio finale positivo. Le ultime quattro partite sono servite ad aiutare il Palermo e anche a convincere il ct. Sono nei 28 e sono convinto che posso fare parte anche della lista definitiva dei 23. Come l’ho saputo? Lo staff è venuto a vedere le mie partite col Palermo. Dopo la Fiorentina Nawalka mi ha chiamato per dirmi che ero tra i convocati".