Che tuffo! Sei un vero Anzolin
Giuseppe Visconti
Il primo ricordo che ho dei rosanero è il paratone di Anzolin durante un Palermo-Prato, forse del 1960 o forse del '61, di cui non rammento altro, neanche il risultato finale. Roberto Anzolin, che poi andò alla Juventus e vestì anche la maglia della nazionale attorno al '66. Durante quel Palermo-Prato il portiere fece una parata, come direbbero adesso i telecronisti, plastica, buona per i fotografi insomma: praticamente volò orizzontalmente da un palo all'altro a bloccare il pallone. Il ricordo visivo della prodezza del portierone è accompagnato da quello sonoro della voce di mio padre, tifosissimo del Palermo, che non so come fu gli scappò: “Anzoliiiiin, sei un vero Anzolin”. Naturalmente era preso dall'entusiasmo, e presi dall'entusiasmo lo dovevano essere anche tutti quelli vicini a noi, perchè nessuno si sognò di dire: “Mastru, ma chi voli riri?”. Io, avrò avuto sette anni, pensai che Anzolin fosse anche un aggettivo, o un termine di paragone per valutare meglio i giocatori di calcio. I due ricordi sono ancora talmente vivi, che quando entro allo stadio e passo davanti alla porta della curva sud, mi pare possibile che Anzolin possa ancora essere impegnato in quel tuffo plastico, sostenuto da un urlo a me molto caro: “Anzoliiiiin, sei un vero Anzolin”.
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Redazione