Cessione Palermo: quattro paroline magiche
Perché tanto stupore in seguito alle indiscrezioni sulla cessione del Palermo calcio lanciate oggi dal Giornale di Sicilia?
Scopriamo che la famosa ma sconosciuta cordata transnazionale - benedetta! - non rileverà l’intero pacchetto azionario del club rosanero, ma una quota vicina al 70%;
che il patron Zamparini non uscirà di scena, ma resterà proprietario per circa il 30% e metterà a disposizione della nuova società la sua esperienza nella veste di consulente dell’area sportiva. Che significa? L’alter ego del direttore sportivo? Un consigliere dei nuovi dirigenti? Chissà.
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Scopriamo che 10 dei circa 22 milioni di credito verso Alyssa saranno saldati dallo stesso Zamparini, il quale però non dovrà sborsare altri denari per gli oneri gestionali, che saranno presi in carico dalla nuova proprietà, che non ha un nome, ma incassa anche il timbro di Rino Foschi, uno che solitamente non si espone su vicende non riguardanti le proprie competenze. Qualcosa vorrà dire.
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Scopriamo anche - e qui sì che c’è da stupirsi - che Antonio Ponte è ancora in contatto con il patron rosanero e potrebbe perfino entrare nel nuovo Cda.
A che titolo? Ci vuole uno sforzo non indifferente per immaginarlo nuovo presidente, dal momento che il gruppo acquirente non ha nulla a che fare con gli investimenti che l’imprenditore italo-svizzero avrebbe portato dentro il Palermo. Forse sarà uno dei consiglieri del Cda, forse no.
Lui, per il momento, mantiene il silenzio stampa e non si fa vedere in tribuna.
Scopriamo che l’accordo preliminare tra le parti è stato raggiunto e che il prossimo step, quello decisivo, riguarda l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci, in seguito al parere propedeutico del collegio dei sindaci: se non ci saranno intoppi, potrebbe scattare il countdown per il closing.
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Ciò che non scopriamo oggi, e che anche questo giornale a più riprese ha sostenuto, è che la volontà del patron Zamparini non è mai stata davvero quella di cedere la totalità del Palermo calcio. Ancor di più adesso che la squadra dà l’impressione di poter conquistare la Serie A senza passare dai play-off.
In merito alla cessione del club, non esistono dichiarazioni di Zamparini prive delle quattro paroline magiche che sono ormai un mantra, un must, una conditio sine qua non: garanzie-per-il-futuro.
Per il futuro di chi? Del Palermo o del patron?
Con nuovi capitali dentro, non è detto che le due cose non possano coincidere.
Redazione