Caso Parma, in arrivo i deferimenti: slealtà o illecito sportivo

Caso Parma, in arrivo i deferimenti: slealtà o illecito sportivo

 

Non sarà archiviata l'indagine sui messaggi che due giocatori del Parma, Calaiò e Ceravolo, hanno inviato ai colleghi dello Spezia, De Col e Masi, prima dell'ultimo turno di campionato proprio tra liguri ed emiliani che ha consegnato agli uomini di D'Aversa la promozione diretta in Serie A.

 

Nel pomeriggio si terrà la riunione con il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro: c'è da stabilire il capo d'imputazione.

Due le possibilità: slealtà sportiva (art. 1 bis del codice) o tentato illecito sportivo (art. 7).

 

"Se passerà la linea più colpevolista - si legge nell'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport - i due giocatori e il Parma, coinvolto per responsabilità oggettiva, dovranno difendersi da un’accusa che potrebbe costare una lunga squalifica agli atleti e la A al club. Qualora i giudici del Tfn accogliessero le richieste dell’accusa (il principio richiede che la pena sia afflittiva), l’eventuale penalizzazione ricadrebbe sulla classifica del campionato 2017-18, che il Parma ha concluso con un punto in più del Palermo, a questo punto il club interessato all’esito di questa inchiesta (non a caso ha già chiesto gli atti alla Procura), ma a pari punti con il Frosinone. La società di Stirpe ha conquistato la Serie A sul campo, al termine dei playoff, ma un’eventuale penalizzazione di un punto del Parma la promuoverebbe al secondo posto, piazzamento che le avrebbe dato la promozione diretta. Con emiliani e rosanero appaiati al 3° posto, pur con gli scontri diretti favorevoli ai primi, chi avrebbe diritto ad andare in A? Un bel caos, non c’è che dire".