Calcio, i punti del protocollo da discutere per tornare a giocare
La Lega Serie A ha espresso il proprio parere: vuole concludere la stagione. Ma adesso la partita si gioca sui protocolli.
Da mesi ormai il massimo campionato italiano sta cercando di trovare alcune soluzioni per poter riprendere la stagione in tutta sicurezza. Il protocollo presentato la scorsa settimana è parecchio dispendioso, tanto da poter essere applicato dalle squadre dei campionati maggiori.
SkySport.it, tuttavia, mette in risalto altre perplessità circa il protocollo di sicurezza che a breve sarà visionato dal comitato tecnico-scientifico del Governo:
Prima su tutti la disponibilità dei test (tamponi e sierologici). Nella fase del lavoro a gruppi (ed eventualmente delle partite) sono necessari. Ma non essendo disponibili per tutti i cittadini (almeno per il momento) questo rappresenta anche un problema etico.
Poi il grande interrogativo riguarda l’eventuale contagio nel mondo del calcio. Le norme previste dal comitato governativo prevedono che il positivo e chi è stato a contatto con lui si fermino per il periodo di quarantena. Dovesse succedere nel calcio significherebbe non concludere la stagione. Considerati i (teorici) doppi controlli, sarebbe necessaria la quarantena lo stesso?
E poi c’è una problematica legale: in questo momento presidente della società e medico sociale sarebbero responsabili di un eventuale contagio, dovendo far rispettare il protocollo condiviso.
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