Calcagno: «Stadi aperti vorrà dire che saremo a buon punto»
«È un problema che ci stiamo ponendo. Siamo tutti d’accordo che dobbiamo fare provvedimenti. Mi focalizzo sulla prossima stagione sportiva».
Il presidente dell’AIC Umberto Calcagno - intervenuto su Radio Punto Nuovo - ha parlato dell’attuale situazione del calcio italiano in relazione alla pandemia.
«Noi dobbiamo cercare di far ripartire il mondo giovanile nei migliori dei mondi per la prossima stagione sportiva. Due stagioni sportive così spezzate hanno certamente penalizzato queste categorie di età».
CONTINUA
«Mi piacerebbe anche si studiasse finalmente una maniera differente rispetto all’obbligatorietà in campo. Una volta risolti i problemi dell’obbligatorietà, il 90% di loro va nelle serie minori. Questo ragionamento rischiamo di trasferirlo in categorie come la serie D o l’Eccellenza. Perché i ragazzi devono uscire da certi contesti una volta compiuta l’età. Gli uomini di campo sanno che è la meritocrazia a determinare la formazione».
STADI APERTI
«Questo credo che sia nelle nostre responsabilità. I tifosi sono la parte più bella del nostro mondo: per i calciatori averli allo stadio è la cosa bella di questo lavoro. Lo speriamo e lo dobbiamo sperare per il nostro paese. Portare la gente allo stadio vuol dire che saremo a buon punto».
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Redazione