Brunori non merita questa condanna. Ci si dimentica troppo presto
Non v'è dubbio: le parole di Matteo Brunori al termine di Venezia - Palermo sono apparse fuori contesto e fuori luogo e non rendono merito a una piazza che ha sostenuto la squadra nel corso di tutta la stagione, specialmente nei momenti difficili.
In realtà poi, a pensarci bene, nelle parole del capitano del Palermo v'è un fondo di verità, probabilmente più di un fondo: giocare a Palermo è effettivamente più complicato che in altre piazze della categoria e talora gli insulti nei confronti di alcuni singoli - vedasi Insigne, Mateju che oggi è elogiato (cosa è successo nel frattempo?) - sono apparsi eccessivi così come alcuni momenti post-partita - i cori contro mister Corini, le maglie-regalo di La Spezia.
D'altra parte, chi decide di giocare nel Palermo e soprattutto di farsene capitano dovrebbe essere a conoscenza degli onori e degli oneri che riservano l'ambiente. Pertanto, a fronte di una partita nella quale mai hai veramente impensierito l'avversario, sarebbe stato più onorevole chiedere semplicemente scusa per la brutta annata e voltare pagina.
Così non è stato, ma una dichiarazione non può cancellare l'impegno di Brunori nei confronti della squadra, di colui il quale rappresenta infatti il secondo miglior cannoniere della storia rosanero in soli 3 anni. In alcune partite, ha trascinato da solo i suoi compagni e consegnato punti di vitale importanza, non certo solo per via del suo talento ma anche grazie alla sua voglia e determinazione.
Invece, leggendo molti commenti, Brunori sta vivendo esattamente la situazione di Di Lorenzo a Napoli, fischiato nell'ultima gara di campionato contro il Lecce. Da idolo, da eroe a calciatore da mandare via, che in fondo in fondo non sposta gli equilibri, che non è capace di caricare la squadra, che non merita la fascia.
Solo chi vive lo spogliatoio, pertanto squadra e dirigenza, sa chi è il Brunori capitano, che certo non si è guadagnato la fascia per via di un incantesimo ma per meriti chiari e indiscutibili. Diciamo allora che è giusto contestare le dichiarazioni, ma non si può andare oltre. Eppure, è così semplice dimenticare il passato.