Brugman: "Empoli parentesi importante. Contento dell'esordio, peccato il risultato: ora voglio continuare!"

Prima presenza in campionato, esordio assoluto nella massima serie per Gaston Brugman contro il Napoli. Il numero 16 rosa ha analizzato il suo momento di forma, l'esordio e non solo.

Dopo 863 minuti passati in panchina a guardare i propri compagni giocare, mercoledì sera è arrivata la prima presenza in serie A per Gaston Brugman, all'esordio assoluto nella massima serie, prima gara ufficiale dal suo arrivo in rosa datato lo scorso luglio. L'uruguagio, che contro il Napoli ha collezionato 37' di gioco, è stato il protagonista dell'odierna conferenza stampa indetta dalla società rosanero al campo di allenamento "Tenente Onorato" di Boccadifalco. Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti in sala, il numero 16 rosa  ha cominciato parlando della prossima sfida, con il suo ex Empoli: "Sono arrivato quando avevo 15 anni ad Empoli, facevo il trequartista e a volte la punta. Poi ho cambiato ruolo, loro dicevano che potessi essere il nuovo Montella o Recoba. A Pescara poi Marino mi ha dato un nuovo ruolo. Ad Empoli mi hanno insegnato molto, mi hanno fatto venire con la famiglia e sono cresciuto umanamente e calcisticamente, poi le scelte fatte mi hanno portato altrove". "L'infortunio di due anni fa al crociato- ha continuato- è passato, devo essere sincero che non mi aspettavo di giocare a Napoli. Ho fatto l'esordio in uno stadio importante, mi sono tremate le gambe quando il mister mi ha chiamato. Una volta entrato in campo ti dimentichi di tutto, poi pensando a freddo capisci l'ambiente dove hai giocato". Finalmente l'esordio in A: "Aspettavo l'esordio già ai tempi del Pescara, non è arrivato e una volta venuto qui non ho pensato ad altro. Peccato per la sconfitta, ma sono felice per l'esordio e per la mia famiglia che mi ha seguito in questa avventura. Sono felice e triste nello stesso tempo, sembra strano lo so. Ho ringraziato Maresca per le belle parole avute nei miei confronti, è un onore. Ci sentiamo entrambi di giocare, quindi mi auguro il prima possibile di arrivare al top della gerarchia. Siamo tutti molto amici, c'è lotta per un posto a centrocampo". "Posso fare la mezz'ala, ma anche avere il pallone sempre tra i piedi come regista non mi dispiace. Non so fare bene la fase difensiva- ha continuato Brugman sul suo ruolo- mi piace di più far girare la squadra, ho imparato tanto in questi anni. Davanti la difesa non so cosa posso dare in più e di diverso rispetto a chi c'è stato prima di me, forse l'ultimo passaggio essendo stato trequartista. Bilancio fin qui? Speravo di trovare più spazio, avrei voluto avere più possibilità. Ho imparato tanto da quando sono qui, Maresca mi ha dato tanto. Quando ho scelto il Palermo ho valutato tante cose, per esempio i sudamericani che sono venuti qui sono cresciuti tanto. A livello individuale la squadra mi è piaciuta subito, hanno creduto in me e quindi ho fatto la scelta giusta per il mio gioco". "Quello che ho scritto sui social è una risposta a tutti quelli che pensavano che non fossi adatto, meno forte degli altri e quindi fragile. Non mi piace leggere i giornali, mio padre mi ha detto tutto quello che hanno scritto e ho voluto rispondere così. Ho fatto il salto con l'esordio, ora voglio continuare così". Lunedì contro Saponara e Tonelli, ex compagni ed amici: "Ho giocato con loro in Primavera, Saponara ha avuto la fiducia dell'Empoli ed è cresciuto tanto. Tonelli invece è molto importante per loro, qui avrebbe potuto dare una grossa mano, ma qui abbiamo anche giocatori importanti difensivamente parlando". Infine un bilancio su quello che è il Palermo fin qui visto: "Difficile dire quale squadra siamo, se quella con l'Inter o con il Napoli. Sono state due partite diverse, una perfetta e l'altra impossibile. Contro il Napoli è stata complicata perché loro non ci hanno mai fatto vedere la palla. Contro Empoli e Chievo saranno partite importanti, in casa quindi abbiamo bisogno del pubblico e del loro tifo"

Luca Bucceri