Biffi: «Quando capii cosa vuol dire indossare quella maglia»
Il ricordo di un capitano vero
La nostra rubrica “La partita del cuore” si arricchisce oggi di un capitolo importante, perchè il protagonista è il giocatore che detiene il record di presenze in assoluto, ben 321 con 18 reti realizzate, con la mitica maglia rosanero, Roberto Biffi.
Nato a Milano il 21 Agosto 1965, giunge a Palermo nella stagione 1988/89 con la squadra del capoluogo costretta a giocare le partite casalinghe a Trapani per i lavori di rifacimento dell'allora Favorita inprevisione dei mondiali del '90.
Difensore moderno, potente fisicamente e dotato di formidabile tiro dalla distanza, subito leader di difesa e immediatamente beniamino dei tifosi. In rosa ha vissuto praticamente 11 anni con al suo attivo due promozioni dalla C/1 alla B e la vittoria, nella stagione 1992/93, della coppa Italia di C contro il Como. Lascia i rosanero alla fine della stagione 1998/99 dopo una bruciante sconfitta in un drammatico spareggio play off per la promozione in serie B il 6 Giugno 1999 contro il Savoia.
La sua partita del cuore, stranamente, è una sconfitta che per Roberto Biffi ha un sapore diverso al di là della delusione di come è maturata e lui stesso ne spiega i motivi:
«In rosanero ho giocato tante partite – ha esordito Biffi ai microfoni di forzapalermo.it – ho vinto i campionati, la Coppa Italia, ma la partita che ricordo sempre è quella del 30 Maggio 1990 gara di ritorno della finale di coppa Italia contro la Lucchese alla Favorita. E' stata la prima volta che ho giocato in quello stadio - ha continuato l'ex rosa - che nello stesso tempo veniva inaugurato, dopo il suo rifacimento, in vista dei mondiali del '90 che sarebbero iniziati dopo due settimane. Perdemmo ai rigori in una gara rocambolesca dopo aver fallito una miriade di occasioni, ma fu lo stesso bello, emozionante, appassionante, anche se purtroppo non vincente.
La vigilia, ricordo, l'avevamo passata in un albergo situato a Cinisi e questo già era un fatto insolito rispetto ai precedenti pre-partita che passavamo sempre a Erice, visto che per tutta la stagione siamo stati costretti a giocare le partite in casa al provinciale di Trapani. Quindi mentalmente la preparazione alla gara è stata diversa, sapevamo già di trovare uno stadio pieno, caloroso e imponente visto che erano stati venduti tutti i tagliandi d'ingresso.
Quel giorno entrando in campo ho realizzato cosa vuol dire essere un giocatore del Palermo e indossare quella maglia. – ha dichiarato Biffi - davanti ai miei occhi 40 mila anime rosanero piene di entusiasmo ed emozionate. Anche per loro era una “prima volta” seppur nel loro stadio. Stranamente il campo non era in perfette condizioni, infatti, quando si cambiava direzione si alzavano le zolle, ma tutto il contorno meraviglioso vi assicuro che dal campo mi tremavano le gambe.
Perdemmo 5 a 4 ai rigori dopo aver vinto la gara con un gol di Bresciani, anche lì fummo sfortunati – ha raccontato con rammarico l'ex difensore rosa - se si pensa che quello fu l'unico anno in cui non c'era la regola del gol doppio segnato in trasferta e visto che avevamo perso l'andata per 2-1, la vittoria con quel risultato ci avrebbe consentito di aggiudicarci il trofeo.
Ricordo che al gol di Bresciani in campo ridevamo tutti come dei matti – ha continuato divertito l'ex centrale rosanero - nessuno avrebbe pensato a ciò che ha fatto. In una normale azione nostra d'attacco arrivò la palla al portiere Pinna della Lucchese, il quale, forse stordito dal tremendo frastuono proveniente dagli spalti, probabilmente sentendo un fischio, pensando che l'arbitro avesse assegnato una punizione in area per la sua squadra mise la palla a terra, allontanandosi per la ricorsa. L'unico a capire che l'arbitro non aveva fischiato nulla fu Pierpaolo che si fiondò sulla sfera e la depositò in rete a porta vuota. E' stato fantastico, furbo e rapidissimo.
Quella era una buona squadra avevamo la buonanima di Gaetano Musella, che quell'anno fece cose straordinarie e anche in quella sfortunata gara illuminò la favorita con giocate di alta scuola. Pur avendone giocate tante in rosanero, quella è la gara che mi ha dato sensazioni uniche e irripetibili. Quella sera non avrei mai immaginato di diventare il giocatore con più presenze in rosanero - ha concluso Biffi - ed è un record che mi rende orgoglioso. So benissimo quanto i tifosi mi vogliano bene e spero un giorno di poter ricambiare il loro affetto regalando un successo sportivo attraverso la mia professione di allenatore».
Redazione