Sette come i colori dell'arcobaleno
Come i peccati capitali, come i colori dell’arcobaleno, come i cieli e i mari secondo gli antichi. Sette come i re di Roma, come le virtù, come i giorni della settimana, come le meraviglie del mondo. Sette come le vittorie consecutive conquistate dal Palermo di Rosario Pergolizzi in questo esaltante inizio di campionato.
Così dopo Marsala, San Tommaso, Roccella, Marina di Ragusa, Messina e Cittanovese, arrivano i tre punti anche allo stadio comunale di Biancavilla.
Quasi 96 minuti di sofferenza: nei giorni precedenti alla trasferta catanese si era ripetuto con convinzione che a Biancavilla non sarebbe stata una passeggiata. E ai padroni di casa sono bastati trenta secondi e due passaggi per trasformare le sensazioni in cruda realtà: Maimone crossa, Crivello svirgola. E, pronti via, i gialli passano in vantaggio. Nota a margine: il primo gol subito in trasferta dal Palermo è un autogol.
Si è temuto il peggio anche dalla tribuna stampa che, per la cronaca, si componeva di tre lunghe panchine di ferro. Preoccupazioni sciolte in un attimo, anzi in due: prima Gianni Ricciardo, evidentemente stufo di segnare solo al Barbera, poi Mario Alberto Santana. Dopo tre minuti risultato ribaltato. Può cominciare il match, forse il peggiore in termini di prestazione per i rosanero, costretti nella propria metà campo per gran parte del primo tempo e resi inoffensivi nella ripresa. Ma i campionati si vincono anche, soprattutto, quando la capacità di soffrire è pari alla voglia di vincere.
Pergolizzi porta a casa la settima, la quarta vittoria su quattro gare lontane da Monte Pellegrino. E insieme ai tre punti preziosi torna a casa con il sorriso largo di chi guarda la classifica e vede il Palermo a +6 sul secondo posto. Adesso testa alla prossima domenica: al Barbera arriva il Licata per il primo big match della nuova era rosanero.
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