Barreto zittisce tutti, ma il gol è irregolare. Uno stillicidio farlo giocare ancora

Cominciamo dalla fine: tutta la squadra sotto la curva, titolari e riserve. Manca solo Barreto che, tutto solo, si avvia a testa bassa verso lo spogliatoio. E' questo l'epilogo della sconfitta contro il milan, ma anche di un rapporto, tra i tifosi e il paraguayano, già alla frutta da troppo tempo. L'idillio si è rotto quando il giocatore non ha rinnovato il contratto col Palermo, ma è diventato vero e proprio astio, quando su instagram e twitter, l'utente Rocio Barreto, ovvero la moglie del centrocampista sudamericano, ha "sfidato" i sostenitori rosa, opponendosi alla contestazione e ai fischi verso il marito, con difese del tipo "deve pensare ai suoi figli" o "ti fischiano perché hai due coglioni grandi quanto un pallone". Da quelle frasi, stonate e fuoriluogo, un vero e proprio plebiscito si era mosso contro Edgar Barreto, tanto da convincere la società a togliergli la fascia di capitano. Mossa che avrebbe avuto maggior senso con l'esclusione del giocatore dalla rosa o, almeno, dall'undici titolare. E invece l'ex capitano è andato in campo regolarmente, voluto dai suoi compagni, che a quanto pare lo considerano ancora il loro principale leader, nonostante non indossi più la fascia, e da Beppe Iachini, che vuole premiarlo per gli sforzi e la professionalità che mostra in allenamento. [caption id="attachment_878" align="alignleft" width="869"]Barreto zittisce i tifosi Barreto zittisce i tifosi - Foto di rotocalcio.org, tutti i diritti sono riservati[/caption] Ma contro il Milan è stata tutta un'altra storia: Edgar ha giocato "a nascondino" per tutta la partita, evitando scientemente di ricevere palla. A complicare tutto un "epic fail" che probabilmente ha messo per sempre la parola fine a quelle flebili speranze di un mantenimento di rapporto tra lui e i suoi ex tifosi: un pallone "semplice semplice" da spingere in gol. Barreto tira, la rete si gonfia, lo stadio esulta, ma al sudamericano serve un attimo per distruggere i buoni propositi che aveva nascosto dietro un lungo silenzio in queste ultime settimane: indice al naso, pubblico zittito. E' l'arbitro a spegnere il Barbera, ma soprattutto i bollenti spiriti e i propositi vendicativi di Barreto: fuorigioco. Da mangiarsi il dito per la vergogna. Al 9' del secondo tempo, sui piedi di Edgar l'occasione per rifarsi, ma è un'altra magra figura: pallone alle stelle. I fischi adesso sono veementi, soprattutto perché il ragazzo si tocca la coscia e chiede il cambio; poi, senza aspettare il consenso, va ad accomodarsi in panchina, lasciando i suoi compagni in dieci e prendendosi i rimbrotti del suo mister. I fischi si trasformano in cori, piuttosto coloriti. C'era da aspettarselo, lo sapevano anche i cani, che alla fine della gara sono rimasti ad ululare nel piazzale vuoto e buio del Renzo Barbera. Non l'hanno capito, però, Mister Iachini e lo staff rosanero, che hanno pensato, male, di dare il giocatore in pasto ai tifosi. Una scelta incomprensibile. E questo è il risultato. Ci auguriamo, per il bene di tutti, che lo stillicidio finisca qui. Resta un rammarico: non c'è spazio per le bandiere a Palermo e non c'è fortuna per i suoi capitani. Un'altra fine ingloriosa. Ma questa volta poteva essere gestita decisamente meglio.

Michele Sardo Segui Michele Sardo su twitter, clicca qui