Balzaretti: «Squadra fantastica, una coppa che avremmo meritato»
L'Olimpico rosanero, emozione unica
Il 25 Gennaio 2008 arriva a Palermo dalla Fiorentina, durante la sessione invernale del calciomercato, per una cifra importante (3.8 milioni di euro), un terzino assolutamente completo per qualità e quantità di gioco, Federico Balzaretti .
Nella squadra rosanero sino alla stagione 2011/2012 colleziona complessivamente 19 presenze e 3 reti. La sua maglia numero 42, che sceglie in onore del padre, diventa presto punto di riferimento per i tifosi del Palermo. Balzaretti nei suoi anni in rosanero sarà uno dei migliori esterni sinistri del campionato Italiano e della nazionale.
Raggiunto dalla nostra redazione per la rubrica 'La partita del cuore' ci saremmo aspettati potesse scegliere le tante meravigliose e importanti partite vinte in rosa negli anni più importanti dell'era Zamparini e invece....
«Aldilà del risultato, ma sopratutto per tutto quello che è stata la vigilia - ha esordito Balzaretti ai microfoni di forzapalermo.it - per lo spettacolo di aver visto 40 mila tifosi spostarsi da Palermo e riempire mezzo stadio Olimpico di Roma con un'emozione personale fortissima, penso che la mia partita del cuore in rosanero sia senza ombra di dubbio la finale di coppa Italia del 29 Maggio 2011 contro l'Inter.
Ricordo che essendo in campionato da parecchie giornate in una posizione di classifica tranquilla - ha ricordato l'ex terzino rosanero- la vigilia è stata particolarmente lunga. L'ho vissuta anche con una certa ansia perchè in semifinale contro il Milan uscii dal campo con un problema fisico, ma feci di tutto, allenandomi solo due giorni, per non mancare a quello che poteva essere l'appuntamento con la storia del Palermo.
Quando entrammo in campo il mio sguardo andò subito verso i nostri tifosi e vi posso assicurare che il colpo d'occhio fu molto toccante ed emozionante - ha dichiarato l'ex rosa - Le voci festanti, le bandiere, i colori, l'entusiasmo, era noveramente incredibili; capimmo che erano orgogliosi di noi e ci caricarono molto per fare una grande gara. Brividi indescribili che ancora adesso avverto a distanza di anni quando mi capita di vedere i video di quel giorno e, vi confesso, che quelle immagini rimarranno a vita tra i miei ricordi.
Facemmo una gran gara, giocammo molto meglio di loro sfiorando più volte il gol e arrendendoci solo ai colpi di un campione che si chiamava Eto'o. L'inter l'aveva preparata bene. Temendoci, l'allora tecnico nerazzurro Leonardo, aveva messo sulla fascia destra, dove giocava il sottoscritto, Nagatomo e Zanetti, praticamente due terzini.
Noi, tuttavia, eravamo consapevoli alla vigilia di potercela giocare e devo dire che lo abbiamo fatto giocando un calcio offensivo e propositivo, purtroppo - ha continuato l'ex nazionale - la superiore qualità dei nerazzurri ha fatto la differenza e credo che, in questo senso, pesò molto l'assenza per squalifica di Cesare Bovo che era un leader della nostra difesa.
Purtroppo andò male e mi capita spesso di pensare a quello che sarebbe successo a Palermo se fossimo riusciti a portare a casa quella coppa.
Può sembrare strano che tra le tante gare giocate e vinte in rosanero abbia scelto una sconfitta - ci ha confessato emozionato Balzaretti - ma dietro quella gara c'era il coronamento del lavoro di un gruppo veramente forte che per quattro-cinque anni ha fatto cose molto importanti e straordinarie; ma sapevamo che quella gara oltre alla sua importanza, rappresentava la fine di un ciclo, come poi in effetti è avvenuto.
Tanti ragazzi di quella squadra, dopo quella finale, sono andati via in società importanti, insieme abbiamo sfiorato la qualificazione in Champions league e la vittoria della coppa Italia, riuscendo a fare negli ultimi due anni qualcosa difficilmente ripetibile per una società come il Palermo.
Non c'era nessun ragazzo di Palermo in quella squadra, ma vi posso assicurare che, per senso d'appartenenza e attaccamento alla maglia, ci sentivamo tutti palermitani, perchè inseriti alla perfezione nel tessuto sociale della città. Ed è quello credo che sia stato un valore aggiunto importante; per questo motivo a fine gara - ha concluso l'ex rosanero - la tristezza per non aver potuto regalare la vittoria a quella marea di tifosi che ci hanno seguito all'Olimpico è stata immensa».
Redazione