Ballardini ha sempre prodotto bel gioco
Giuseppe Cammalleri
Il nuovo corso si aprirà, molto probabilmente, con il cambio di modulo: si passerà al 4-3-1-2. L’idea tattica di Ballardini è quella di avere una squadra compatta, racchiusa in 30 metri, con i due centrali di difesa vicini fra loro (il solo Pipo Gonzalez è certo del posto) e gli esterni a coprire un raggio d’azione minore per dare solidità al reparto. E se per Rispoli sarà un ritorno nella posizione a lui più congeniale, non si può dire altrettanto per il suo omologo Lazaar, tenuto a riscattare la deludente prima parte di stagione, curando principalmente la fase difensiva e tralasciando le consuete “sgaloppate” sulla fascia mancina.
Il centrocampo sarà meno impegnato in fase di copertura ed avrà più libertà di spingersi in avanti con le incursioni delle mezzali. All’uomo-fantasia Vazquez, vertice alto del rombo tattico, il compito di smistare il gioco per l’unico attaccante attualmente a disposizione, Gilardino, che sarà comunque supportato da un altro giocatore dalle spiccate caratteristiche offensive (Quaison o Trajkovski) con l’obiettivo di penetrare meglio in area di rigore.
In attesa del mercato di riparazione, Ballardini applicherà alla rosa attuale i suoi dettami tattici che, ovunque abbia allenato, hanno sempre prodotto bel gioco.
Redazione