Baccaglini stella cadente. E desiderio svanito
Palermo torna coi piedi per terra
«Vi chiedo di fidarvi non di me, ma del giudizio del presidente Zamparini; fateci lavorare e giudicate con i progetti che realizzeremo.»
Si presentava così il 7 marzo scorso Paul Baccaglini, il Presidente social, colui che nell’immaginario collettivo era sbarcato dagli USA per liberare la tifoseria rosanero dalla presenza ingombrante di una proprietà in rotta di collisione con i sogni della gente.
Eppure sarebbe bastata questa semplice frase, detta forse con troppa ingenuità o con scaltrezza troppo studiata, per far nascere qualche ragionevole dubbio sull’esito positivo di una trattativa che non è mai stata chiara a nessuno.
“Fidatevi del giudizio del presidente Zamparini”, asseriva convinto Baccaglini, ma come ci si poteva fidare del giudizio di un uomo che per sua stessa ammissione negli ultimi anni ha sbagliato tante scelte tecniche e che continua ad affidarsi a consulenti che non lo sanno consigliare?
Se Baccaglini sia stato l’ennesimo abbaglio di Maurizio Zamparini o “ l’uomo delle stelle” nessuno può dirlo con certezza, di sicuro qualcuno ha giocato in maniera pesante con i sentimenti della gente.
Mentre il Palermo retrocedeva miseramente, Baccaglini ha saputo attirare su di sé le luci della ribalta, con frasi fatte e ad effetto, giostrandosi con apprezzabile sforzo in un vero e proprio tour di simpatia e di selfie per distrarre la massa dal disastro sportivo che si stava consumando. Durante questa sua vacanza siciliana, non si è fatto mancare nulla: comparsate allo stadio, pranzi luculliani nei migliori ristoranti di Palermo, passerelle di moda con la compagna Thais, pane con la milza, coppola di traverso e dirette face book per imbonire una Piazza che pendeva dalle sue labbra.
Perché lui era “l’untore”, colui che a breve avrebbe scacciato il “cattivone” per esportare il “brand” palermitano in giro per il mondo.
Estrema riservatezza, per non dire vero e proprio tabù, sui nomi dei soci e su quelle che erano le cifre da investire nel “progetto Palermo”
“Tranquilli – rassicurava Paul - fidatevi di Zamparini o meglio fidatevi del Sindaco”.
Attenzione però il Sindaco non ha mai garantito nulla, è stato Baccaglini a raccontargli che la fase istruttoria era andata a buon fine. Perché è bene ricordarlo, ogni parola ha un suo peso specifico e c’è una bella differenza nel dire “la fase istruttoria è stata completata” piuttosto che dire “la cessione andrà a buon fine”.
Ma oramai Paul Baccaglini sapeva di poter contare sulla fiducia incondizionata basata sul nulla di molti palermitani.
Chi è costui? Sulla scorta di quali credenziali si è potuta accordare cosi tanto credito ad una persona che dopo quattro mesi di show saluta la città con un freddo comunicato stampa affidato all’Ansa?
E che dire del suo rapporto con Frank Cascio? Erano amici i due? Poi, cosa è successo? Perché nessuno parla?
Joe Tacopina, che conosce molto bene entrambi, in un’intervista rilasciata qualche mese fa, parlò di un voltafaccia da parte di Baccaglini verso Cascio. Perché qualcuno non fa chiarezza?
I palermitani meritano rispetto, nessuno può permettersi di prendere in giro una città. Se le cose non stanno così, allora è bene parlare a viso aperto.
E vogliamo ricordare tutti gli addetti ai lavori e non, che durante l’attesa di questo closing hanno paventato questo epilogo e che per tale motivo sono stati accusati di essere “i nemici della contentezza” prendendosi spesso anche insulti e offese?
Oggi che questa storia è giunta alla sua inevitabile conclusione è bene dirlo, non ci sono né vincitori, né vinti, solo la certezza che noi palermitani spesso crediamo nelle favole perdendo di vista la realtà.
Redazione