Aneddoti e goliardate del "Palermo dei picciotti" nei ricordi dei protagonisti (video)

Il “Palermo dei picciotti”, quello del 1995/96 guidato da Ignazio Arcoleo, è rimasto nel cuore e nella memoria di tutti i tifosi rosanero. Nacque come conseguenza delle precarie condizioni economiche nelle quali si era trovata la squadra, che non aveva soldi da spendere dopo che, nel campionato precedente, si era dissanguata nell'acquisto dei rinforzi indispensabili per salvarsi dalla retrocessione. Quindi su un telaio formato da navigati ottimi giocatori rosanero, come Biffi, Iachini, Berti e Scarafoni, venne innestato un mix formato da tanti giovani palermitani provenienti dalla Primavera e da serie minori, e il tutto venne affidato ad Arcoleo, all'esordio anche lui in serie B. Delle gesta tecniche di questo Palermo ne abbiamo parlato recentemente, in un Amarcord nel quale Scarafoni, intervistato da Roberto Pedivellano, ha ricordato i momenti salienti di quella stagione (per riguardarlo clicca QUI). formazionepicRotocalcio, che è andata in onda su TeleOne, condotta da Michele Sardo e Toni D’anna, ha voluto dedicare l'ultima puntata della sua fortunata stagione, proprio al "Palermo dei picciotti", e per questo in studio non poteva mancare Ignazio Arcoleo, che ha ripercorso brevemente con un po' di commozione le imprese di quella squadra. Ma inevitabilmente, pescando nei ricordi, sono venuti fuori aneddoti e goliardate, nei gustosi racconti dei protagonisti, raggiunti e intervistati grazie all'ottimo lavoro di Roberto Pedivellano. Di Già: "CAFUDDA, ACCHIANA SCINNI " e... altro. Di-GiàHa cominciato Pierluigi Di Già, che fu un ottimo centrocampista di quel Palermo, che ha ricordato quando appena arrivato nel ritiro di Spoleto, in allenamento ha avuto il primo impatto con il dialetto palermitano: "cafuddra", acchiana", "scinni" e infine, in perfetto slang siculo sciorina quanto detto da due giocatori palermitani, in un  dopo cena, al passaggio di due belle ragazze: "Minchia ru culu" non ha potuto fare a meno di  esclamare Tanino Vasari,  seguito da un "Minchia ri minni" bofonchiato  da  Ciccio Galeoto: .. espressioni condite dalle risate di tutta la squadra. Arcoleo: "TE SGANGOS TODOS LE CUORNAS..." arcoleorotocalcioIgnazio Arcoleo invece ricorda un episodio accaduto quando allenava il Trapani. Era stato programmato un incontro tra la squadra siciliana fresca di promozione ed il Porto, squadra portoghese reduce dalla semifinale della Coppa dei Campioni, che era in tounèe in Italia. Racconta Arcoleo di un dirigente della squadra avversaria che volle incontrarlo per raccomandargli di rispettare il carattere amichevole della partita, anche perché sarebbero scesi in campo giocatori di gran valore, come Fernando Couto e Joao Pinto. Avvenne però che il Trapani dopo 20 minuti vinceva già 2 a 0 e l'allenatore portoghese ed il suo vice, che era Mournho, indispettiti, decisero di correre ai ripari, facendo scendere in campo un difensore gigantesco, che subito cominciò a picchiare duro gli agili ma brevilinei attaccanti del Trapani. Arcoleo, che non ci stava, e andò a cercare quel dirigente che la sera prima si era raccomandato, e gli intimò di rispettare i patti per una partita amichevole, pulita, avvisandolo in uno speciale portoghese maccheronico: "Se non giocate lindo stasera io a todos vodos ve sgagno todos le cuornas!". Per la cronaca la partità finì 2-2. Beppe Iachini: "BEI RICORDI, MA SIAMO TUTTI UN PO' PIU' VECCHI". iachinilucaNon poteva mancare in questa carrellata,  anche un'intervista ad un'altro dei protagonisti di quel Palermo, Beppe Iachini. Lo ha intervistato Luca Bucceri, al quale l'attuale tecnico rosanero ha confermato che ha un ricordo molto positivo di quella stagione, rammaricato solo dal fatto che sono passati tanti anni da allora, e tutti siamo un po' più vecchi... Ha ricordato una partenza con obiettivi minimi, ma che poi il gruppo che si era creato ha trasformato in un successo. E' mancata solo la promozione, si è rammaricato Iachini, ma è stata la conseguenza delle scarse risorse che hanno impedito i necessari rinforzi a gennaio. Scarafoni: "U LATTI PI PICCIRIDDRI". scarafonirotoContinuando con le interviste raccolte da Roberto Pedivellano, è la volta di Lorenzo Scarafoni, che ricorda una frase che, detta dai siciliani,  ricorreva quando c'erano partite importanti: "Mi raccomando che c'è da comprare "u latti pi piccirdri". Arcoleo provvede subito a spiegare questa frase e ricorda che, ai tempi del Trapani, prima delle partitelle infrasettimanali, vasarirotosi raccoglievano delle sommette per comprare, a spese dei perdenti, i dolciumi e lo spumante da consumare al termine dell'allenamento. E che, una volta quando in squadra arrivò Vasari, alla richiesta dei soldi rispose: "Mister, io m'impegnerò al massimo, ma con questi soldi "ci accattu u latti e picciriddra". La frase piacque e rimase nel tempo. Tanto che in una importante partita del Palermo  contro il Genoa , con tanto di osservatori in tribuna, Arcoleo ricordò la frase a Vasari dicendogli: "Altro che "latte a picciriddra"! Oggi se giochi bene "t'accatti na casa..." Caterino: "CUMPA', CCA SE NON STIAMO ATTENTI....." caterinorotoInfine, anche Giovanni Caterino, raggiunto anch'esso da Pedivellano, ha un aneddoto da ricordare. La squadra alla fine del campionato era in tournèe in America, e quando erano a New York andarono in un locale per passavi una serata. Da quanto avveniva, capirono che stavano partecipando ad una serata a sfondo omosessuale. Caterino vedendo Vasari che stava con le le spalle attaccate al muro, gli chiese perchè si comportasse così, e Tanino, un po' sconvolto, in stretto palermitano, gli rispose: "Compà, cca se non stiamo attenti 'nna miettinu..." La divertente serata si è conclusa con un servizio realizzato nella scuola di calcio Ribolla, dove Arcoleo insegna ai giovani il più

                                      Roby Pedivellano

Potete rivedere qui la 31ª e ultima puntata di Rotocalcio:

https://youtu.be/Pb6Vzwa6Rqg