La storia del campionato 1996/97 comincia, di fatto, con la storia del precedente, il 1995/96, quello che, contro tutte le previsioni iniziali, i rosa conclusero al 7° posto nella classifica di serie B, sfiorando più volte il 4°, e quindi la promozione.
Perchè quello era il "Palermo dei Picciotti", costruito per necessità nel 1995 dal presidente Ferrara. Era una conseguenza delle precarie condizioni economiche della squadra. Infatti, dopo una campagna acquisti al risparmio, c'era stata la necessità di attingere nella Primavera, portando in squadra molti palermitani, oltre ad alcuni siciliani pescati dalle serie inferiori.
L'allenatore era, Ignazio Arcoleo, per la prima volta in serie B, dopo avere guidato per molte stagioni compagini siciliane di serie inferiore. Occorre però annotare che, assieme ai "picciotti" in squadra c'era anxhe gente come Iachini, Berti, Scarafoni, Caterino.
Ma abbiamo detto che dobbiamo parlare del Palermo del campionato 1996/97, e purtroppo si deve dire che era una brutta copia di quello del campionato precedente. come ricorda proprio il terzino di allora Giovanni Caterino, intervistato da Roberto Pedivellano per "Amarcord - Rosanero Storia", la rubrica che cura per "Rotocalcio", la trasmissione televisiva che va in onda ogni martedì su TeleOne, condotta da Michele Sardo e Toni D'Anna.Caterino non ha un buon ricordo di quel campionato, terminato con la retrocessione. Il tasso tecnico della squadra si era indebolito, dopo le cessioni di Berti, Iachini e Scarafoni, sostituiti da Bonaiuti, Saurini e Favi.
Inoltre addebita alla squadra un crollo psicologico dopo un Palermo-Lecce, nel quale i rosa, dopo avere finito il primo tempo sul 2-0, ed avere sbagliato, nel secondo tempo , il rigore del 3-0, subirono la rimonta impetuosa dei pugliesi, complice anche l'espulsione dello stesso Caterino, perdendo alla fine per 2-3. Di fatto, ricorda Caterino, i guai cominciarono dopo quella partita, e, fra la delusione dei tifosi che si aspettavano un'annata come la precedente, da allora il Palermo vinse solo un paio di partite, ne pareggiòalcune, ma ne perse tante, finendo il campionato al penultimo posto che significò retrocessione.
A nulla servì il cambio di allenatore: Arcoleo fu sostituito ad aprile da Giampiero Vitali, ma il rendimento della squadra non cambiò molto. Caterino, comunque, ha un ottimo ricordo di Vitali, e lo definisce una persona squisita, e inoltre si ritiene fortunato per averlo avuto come allenatore.
«Ma - dice infine Caterino - quell'anno la squadra non retrocesse per colpa degli allenatori, ma perchè alcuni giocatori non c'erano più con la testa, e dovevano cambiare aria. Sarebbe stato meglio venderli nel mercato di gennaio. Non fu fatto, la squadra soffrì di questa situazione, e domenica dopo domenica scivolò verso il fondo della classifica, con l'ineluttabile retrocessione.
Così si dissolse il "Palermo dei Picciotti", nato per necessità nel 1995, e che tanto ha fatto sognare il popolo rosanero.