A questo punto una domanda è d'obbligo: ma di Belotti, cosa intendete farne?

Il destino, nel caso di Belotti, si può dire che è stato davvero cinico e baro. Ricordiamo che il Palermo lo ha prelevato dall'Albinoleffe nel 2013, ed ha giocato il girone d'andata del campionato di serie B 2013/14 da protagonista. Invece nel girone di ritorno è stato un po' comprimario, messo  in ombra dall'esplosione di Dybala e Vazquez, ma comunque  al termine del campionato ha assommato 24 presenze, impreziosite da ben 10 importanti gol. Così, quando il Palermo è stato promosso in serie A, lui Dybala e Vazquez, sono le star di questa squadra da record. Tutti i media parlano di loro, e per quanto riguarda lui c'è come una corsa a paragonarlo ai bomber più forti del passato. Gli vengono riservati ampi spazi nei giornali sportivi nazionali, coninterviste, articoli, biografie... I giornalisti vanno a Calcinate, il suo paese d'origine, e parlano con il parroco, col suo professore, con i parenti e con gli amici. E tutti lo descrivono come una perla di ragazzo, raccontano aneddoti, ne esaltano le qualità, ricordano gl'inizi. Insomma, gli viene riservato un trattamento da predestinato. Lui, il "Gallo", resta modesto, non alza la "cresta", non si esalta, ma non gli si può negare che dall'approdo in serie A del Palermo si aspetti una leggittima definitiva consacrazione come calciatore di prima fascia, e, perchè no, il salto dalla Under 21 allaNazionale maggiore. Invece sin dall'inizio del campionato le scelte di Iachini sono fin da subito indirizzate verso moduli e scelte che non tengono conto di lui come titolare. Gioca spezzoni di secondi tempi, a volte financo soli minuti di recupero, e quelle volte che viene sperimentato uno schieramento che prevede la sua presenza in attacco fin dai primi minuti, purtroppo coincide con prestazioni negative della squadra. E torna in panchina, a giocare a briscola con Joao Silva... QuelLe volte che viene chiamato, sempre nei secondi tempi, in campo ci sono situazioni difficili, spesso, anzi, quando il risultato è negativo. Lui si sbatte, a volte strafà nel tentativo di aiutare la squadra e  mettersi in evidenza, ma non viene servito decorosamente, e lo stesso Vazquez, quando deve scegliere s chi passare la palla pensa sempre a suo "compare" Dybala, e lui, Belotti, resta sempre in questo limbo, grigio, anonimo e poco esaltante. Nonostante questo impiego limitato, questo deludente part time , è riescito a segnare 5 importanti gol. Ma è sotto gli occhi di tutti che non è più il "Gallo" che avevamo imparato a conoscere ed apprezzare l'anno scorso. Non si può non notare non è più effervescente come prima, che non si diverte, anzi, è intristito,  che fa fatica a trovare posizione in squadra, e che, quando c'è, pur facendo spesso a sportellate non riesce a fornire alla squadra l'apporto che lui vorrebbe dare e che tutti si aspetterebbero da lui. A noi pare evidente che sta soffrendo questa situazione surreale che sta vivendo: lui, un campioncino pronto ad esplodere, che in qualsiasi squadra di fascia media sarebbe illeader inamovibile, costretto invece, qui, ad essere trattato come una riserva qualsiasi. Scorrendo i social, i blog ed i muri sportivi, si riesce a cogliere l'umore della tifoseria,sicura che Belotti è lasciato inspiegabilmente languire in panchina, e che si sta rischiando di bruciare un patrimonio della squadra e del calcio italiano, e che, inoltre, il suo impiego, specialmente da quando i rosa sono pressochè salvi, avrebbe probabilmente evitato la crisi che sta attraversando la squadra. Spiace constatare che in un'intervista che pubblichiamo a parte, anche lo stessoZamparini non tenga il "Gallo" in grande considerazione. (Per leggerla clicca QUI) Con Belotti forse qualcuno sta sbagliando: o la dirigenza con un impiego inappropriato, oppure i tifosi con le loro valutazioni.