Vazquez azzurro, una questione tattica
Il modulo di Conte, al di là del rendimento altalenante, penalizza il Mudo. E lui deve garantire continuità.
Per la seconda volta consecutiva nella lista dei convocati per la nazionale di Conte non c'è Vazquez, la cui ultima chiamata risale a settembre (Malta e Bulgaria, quest'ultima in un "Barbera" che attendeva il suo ingresso...).
Il rendimento del fantasista in questa stagione non è stato sui livelli della scorsa. Ma la bocciatura azzurra (speriamo momentanea) è solo una questione di rendimento? Sì e no.
Le sue prestazioni non giustificano al momento una chiamata in Nazionale, ma se fosse solamente una questione di rendimento, non sono giustificabili nemmeno le chiamate di Zaza e Gabbiadini, attualmente riserve fisse (e per altro motivi anche quella di Okaka).
A rendere difficile l'inserimento del "Mudo", aldilà delle prestazioni, sono le scelte tattiche di Conte. Ha infatti optato per un 4-3-3. In un modulo di questo tipo l'unica posizione in cui Vazquez potrebbe trovare spazio è quella riservata al centravanti, in cui potrebbe agire da falso nove. L'ipotesi, per quanto suggestiva, è difficilmente praticabile. Se c'è un tipo giocatore a cui Conte fa fatica a rinunciare è il centravanti e il titolare è Pellè.
Se il canovaccio tattico resta questo, per Vazquez trovare spazio sarà più difficile, ma non è detto che le porte dell'azzurro siano definitivamente chiuse. Il ct vorrà più opzioni tattiche e Vazquez farebbe essere utile. E' però importante che trovi continuità di prestazione o che i suoi lampi siano più costanti. Per il Palermo e per la maglia azzurra.
Vazquez al Barbera con la maglia azzurra, a settembre. Andò in campo solo per il riscaldamento (foto di Pasquale Ponente).
Redazione