Ibra, tormenti e gol a valanga

Ibra, tormenti e gol a valanga

355 anni fa Luigi XIV pronunciava la frase "L'état, c'est moi", lo Stato sono Io. Finiti i tempi dell'assolutismo, in Francia, il potere regale si esercita su un altro palcoscenico: quello dello stadio "Parco dei Principi". Sua maestà Ibrahimovic, che quasi certamente andrà via dal Psg a fine stagione, si lascia rapire dalla troppa coscienza di aver portato il Psg ad altezze massime, anche se soltanto su un campo nazionale. "Sono arrivato da Re e me ne vado da leggenda" lascia scritto su un social, quasi un Narciso al quale manca solo lo specchio di uno Monitor per ritrovare l'altra parte della mela. Al di là delle manie di grandezza, Ibrahimovic a Parigi ha vinto e pure tanto. In termini statistici certamente non gli si può proprio obiettare granchè. In questo torneo record con 38 reti. In totale sono 152 le marcature su 178 presenze comprese le Coppe nazionali e continentali. Quattro titoli in Ligue1, tre supercoppe, tre coppe di Lega e una coppa di Francia tra colpi funambolici all'incrocio tra terra e cielo, una forza fisica capace di semplificare l'impossibile e delle buone doti da assist-man, per cui ottiene il primato accanto a quello per capocannonieri sia nel 2013 che nel 2014. Un talento raffinato, ma non altrettanto nell'utilizzo di un clichè comportamentale retto, specie quando deve spiegare le ragioni del successo del Psg legato all'economia degli sceicchi. Schietto, forse troppo cinico, solitario pure nel convivere con un altro in attacco. La parte del "nobile" spodestato in questo caso l'ha fatta Cavani, l'unico forse a cui non mancherà il "Re sole". A 34 annui Ibra però non ha vinto la Champions League, nonostante le otto qualificazioni agli ottavi conquistate. All'Inter bastò venderlo per fare il triplete, e a Milano si iniziò a parlare di sfortuna con lui in squadra. Un ego ferito, ma mai piegato al tempo dei giudizi tanto da paragonarsi a una "leggenda" adesso. Ogni elemento di una storia personale offre un contenuto simbolico. Ibra come Hiram vuole darci la perseveranza per sconfiggere i pregiudizi. L'ultima notte di un Campione nato due volte.