Palermo, la rinascita di Segre passa dalla ricostruzione del centrocampo
Tra i motivi che contribuiscono a spiegare il rendimento negativo del Palermo fino a questo punto della stagione trova spazio anche il livellamento verso il basso delle prestazioni di Jacopo Segre.
Il centrocampista, divenuto vice capitano, nella passata stagione era diventato un’arma affilatissima per gli schemi offensivi della squadra, riuscendo ad andare in gol in ben sette occasioni, fornendo inoltre quattro assist.
Quest’anno la musica è ben diversa. Segre ha timbrato il cartellino solo una volta (la vittoria a Castellammare di Stabia) e il suo raggio d’azione in campo è mutato molto. La spiegazione potrebbe essere l’assortimento della mediana rosanero: venendo a mancare Blin (sarà un caso, ma nell’unica partita in cui Segre fa gol, il mediano francese è in campo), a Segre è stato richiesto da mister Dionisi un lavoro di filtro importante, che ne ha compresso le doti di inserimento. Del resto, per trovare spazio a Verre e Ranocchia, qualcuno dovrà pur difendere in mediana, e con Gomes in una situazione incerta, i compiti di equilibrio sono ricaduti tutti sul centrocampista ex Torino.
Il mercato di gennaio e la tanto sperata rivoluzione che il ds Osti dovrà mettere in atto potrebbero però cambiare le cose. È indubbio che il problema numero uno dei rosanero fino ad ora sia stato la scarsa prolificità. Con il rientro di Blin e l’acquisto di un altro centrocampista che abbia nell’interdizione e nel filtro le sue abilità principali, si potrà rimettere Segre a svolgere il lavoro che meglio lo caratterizza: inserirsi e fare gol. Tutto ciò passa dalla ricostruzione del centrocampo.