Repubblica - Di Francesco: "Mai dato peso alle voci sul mio addio"
Quando arrivò in rosanero nell'estate 2023, Federico Di Francesco venne accolto come un innesto di altissa caratura per la categoria, chiamato a fornire una qualità tecnica che potesse spostare gli equilibri in cadetteria. Con un bottino di 6 reti e 8 assist in due stagioni, oltre a una serie di prestazioni di rendimento altalenante, l'esperienza dell'ex Lecce in rosanero è stata decisamente in chiaroscuro, ma all'orizzonte si sta prospettando una seria opportunità di riscatto per lui. Nelle settimane precedenti alla partenza per la Valle d'Aosta era circolato più di qualche dubbio circa la sua permanenza in Sicilia, soprattutto per una possibile incompatibilità tattica con Inzaghi, che però non ha dubitato del valore di Di Francesco, inserendolo nell'organico del suo Palermo come elemento imprevedibile e capace di svariare su tutto il fronte offensivo.
Le abilità nel dribbling, l'estro col pallone tra i piedi e le capacità di mandare in porta i compagni dell'ormai numero 7 rosanero sono doti innegabili, ma richiedono di essere supportate da una adeguata condizione di fiducia e convinzione, che un tecnico del carisma di Inzaghi saprà sicuramente trasmettere. Intervistato da Valerio Tripi nell'odierna edizione di Repubblica, Di Francesco ha espresso le sue sensazioni riguardo la sua terza stagione in rosanero, quella in cui sarà chiamato a mostrare tutto il suo peso come elemento determinante in Serie B.
Di Francesco, che significa per lei questa conferma?
"Ho sempre sentito la stima del club e già dai primi giorni di ritiro anche quella dell’allenatore. Sinceramente non ho mai dato alcun peso alle voci di mercato, vivo il mondo del calcio da tanti anni e conosco bene queste dinamiche. La mia abitudine è quella di isolarmi da qualsiasi interferenza e concentrarmi esclusivamente sul lavoro".
Due mesi fa fischi e contestazioni, ora stadio esaurito per il City e abbonamenti a gonfie vele.
"I tifosi del Palermo ti danno sempre una seconda possibilità, sono passionali e quando si riaccende l’entusiasmo si percepisce immediatamente. Bisogna fare tesoro degli errori e lasciare il passato alle spalle. La nostra gente ancora una volta è dalla nostra parte, adesso tocca a noi tenere alto l’entusiasmo ripagando questo affetto vittoria dopo vittoria senza deludere le aspettative".
Com’è lavorare con Inzaghi?
"È una grande motivatore, si percepisce a pelle il suo grande amore per il calcio. Ha vinto tutto, ha mantenuto la stessa mentalità vincente e la dedizione al lavoro che aveva da calciatore e che ci trasmette allenamento dopo allenamento. Apprezzo il suo modo di comunicare, lo vedo come si approccia anche ai giovani con calma e grande carisma".
Ha qualche ricordo particolare di lui da calciatore?
"Ha giocato in Nazionale con mio padre, i ricordi riguardano il Mondiale del 2006 e la finale di Champions del 2007, il mio migliore amico Stefano è milanista e Inzaghi era il suo idolo. È stato un grande campione ed è un onore averlo adesso come allenatore".
Lei è alla terza stagione in rosanero, sta andando tutto come si aspettava?
"Ci sono tanti fattori che influenzano il rendimento individuale e collettivo di una squadra. Io credo che ognuno di noi sappia perfettamente cosa può e deve migliorare. Abbiamo un sogno grande da realizzare, le ambizioni personali devono lasciare spazio a quelle del gruppo. È un privilegio lavorare in un club come il Palermo. Ho imparato presto ad amare la città con le sue bellezze, insieme a mia moglie e i nostri figli ci siamo ambientati al meglio".
Quanto sono diversi i Palermo di Corini, Dionisi e Inzaghi fra di loro?
"Ogni allenatore ha un proprio modo di intendere in calcio e un proprio bagaglio di esperienze. È difficile fare paragoni e non è utile pensare al passato. Concentriamoci sul presente. Come nelle ultime due estati tutti ci danno per strafavoriti. Siamo un gruppo molto solido con calciatori forti. Ma saremo giudicati solo per i risultati".
Ha messo insieme 158 presenze e 17 gol in serie A, 126 e 18 in B. Crede di avere la giusta considerazione?
"Non sta a me dirlo, ma ho sempre percepito il grande affetto dei tifosi. Non amo pensare al passato, il mio focus è sempre rivolto sul presente e le nuove sfide. In squadra ci sono tanti leader silenziosi. Le parole più importanti sono quelle che vengono dette negli spogliatoi, quando ci guardiamo negli occhi".
Palermo-Manchester City, vada a tema libero.
"Sarà una serata leggendaria per il club, il giusto preludio all’anniversario per i 125 anni di storia rosanero. I nostri tifosi meritano una festa come questa in un Barbera stracolmo e vogliamo condividere il loro entusiasmo. Accoglieremo il Manchester City con il rispetto che merita una big mondiale, ma, dopo il fischio finale la testa sarà alla sfida di Coppa Italia a Cremona".
Scherzate fra di voi sulla forza dei vari Haaland e compagni?
"È giusto che certe battute le facciano i nostri tifosi. Ogni tanto ci scherziamo anche noi, ma sappiamo che appena entreremo in campo dovremo onorare i colori rosanero. Vogliamo dare il massimo e provare a mettere in difficoltà i campioni del City".
Redazione