Qui Cremonese: organico da promozione, il gioco arranca

Qui Cremonese: organico da promozione, il gioco arranca

Ai nastri di partenza del campionato di Serie B si dice sempre che, tra le favorite d'ufficio, non può non esserci la squadra uscita sconfitta dalla Finale Playoff, anche solo per una questione di voglia di riscatto e di rosa che probabilmente finisce per restare altamente competitiva. Se per il Bari, lo scorso anno, questa teoria non ha funzionato, la Cremonese di Giovanni Stroppa si è presentata a questa nuova stagione non solo con l'ambizione di riuscire dove, pochi mesa fa, per poco, ha fallito, ma con un organico rinforzato e completo in ogni reparto. Abbiamo imparato a conoscere i grigiorossi nel corso dello scorso campionato, ne abbiamo apprezzato la compattezza, la mentalità, la tenacia e la malizia, grazie alle quali hanno più volte ottenuto punti insperati da situazioni critiche, come nel noto 2-2 dello Zini contro i rosa. Qualche scivolone evitabile, soprattutto contro formazioni di bassa classifica, e una prolificità spesso ridotta non hanno permesso alla Cremonese di imporsi davanti a Parma, Como e Venezia, ma per quest'anno l'obiettivo è non lasciarsi sorprendere da certe dinamiche gestibili.

In sede di mercato, le perdite più significative in casa grigiorossa sono state quelle di Massimo Coda, tornato al Genoa per poi accasarsi alla Samp, e Ghiglione, partito destinazione Salerno nello scambio con Bonazzoli. Per il resto sono rimasti tutti gli interpreti di maggior peso, da Vazquez a Ravanelli, da Sernicola a Collocolo, senza contare i numerosi rinforzi che rendono probabilmente la Cremonese il club che si è mosso meglio in questa finestra di trasferimenti. Barbieri, dopo l'ottima stagione a Pisa, cerca la consacrazione in una squadra costruita per vincere, De Luca, Bonazzoli e Nasti cercheranno di non far rimpiangere Coda, Vandeputte ha solleticato l'attenzione di vari club cadetti. Come detto, un gruppo squadra ampio, vario e ben assortito, che però in questo avvio di stagione non sembra ancora aver trovato la quadra, soprattutto tatticamente: il 3-5-2 di Stroppa al momento non esalta al massimo le potenzialità degli elementi a disposizione, e dopo il passaggio del turno in Coppa Italia, sudato ai rigori contro il Bari, nelle prime due giornate sono arrivati solo 3 punti, con il KO dell'esordio a Cosenza e l'1-0 inflitto nel finale alla Carrarese. In tutte e tre le occasioni è mancata la brillantezza nel gioco, e la squadra ha faticato a imprimere e mostrare la propria identità.

Come detto, l'ex tecnico del Monza punta forte sulla difesa a 3, con il nuovo arrivato, Fulignati, tra i pali, e davanti a lui Antov, Ravanelli e Bianchetti; nel folto centrocampo a 5 uomini, Sernicola e Barbieri agiscono sugli esterni, mentre al centro spazio alla quantità di Castagnetti, al dinamismo di Collocolo e alla qualità di Vandeputte; De Luca-Bonazzoli sarà probabilmente il tandem offensivo. Non è chiaro ancora se Vazquez giocherà dal primo minuto o meno, ma certo è che, in una Cremonese spesso in difficoltà ad inventare, il suo estro diventa difficile da lasciare in panchina.

Sono 28 gli incroci nella storia tra Cremonese e Palermo, 26 in campionato e 2 in Coppa Italia, e il bilancio generale sorride ai rosanero, usciti vittoriosi 10 volte, contro le 6 dei grigiorossi. 12 i segni X. Allo Zini, invece, su 13 partite, 7 volte ha trionfato la Cremonese, mentre il Palermo solo due. I siciliani hanno sfiorato i tre punti la scorsa stagione, in quel tragico 2-2 del 24 febbraio, quando gli uomini di Corini, avanti di un uomo e di due gol, subirono la rimonta avversaria nel giro di 60 secondi. Per trovare l'ultima affermazione del Palermo a Cremona, bisogna tornare alla stagione 2017-18, quando Rispoli e Chochev risposero all'iniziale vantaggio di Claiton, per l'1-2 finale.