Qui Cremonese: nemica di se stessa, tra qualità e discontinuità

Qui Cremonese: nemica di se stessa, tra qualità e discontinuità

Vincere 4-0 uno scontro diretto con il Catanzaro, perdere 0-2 contro la Reggiana. Travolgere il Sassuolo per 1-4, cadere 1-0 a Mantova. E' stata questa la costante paradossale della stagione della Cremonese, squadra probabilmente attrezzata come nessun'altra in Serie B (escluso il Sassuolo), dotata di numerose e varie soluzioni in ogni reparto, ma che ha offerto un rendimento così altalenante da compromettere irrimediabilmente la corsa alla promozione diretta. Numerosi elementi di rilievo e alta caratura per la categoria, da Vandeputte a Johnsen, da Bonazzoli a Vazquez, inseriti in un habitat tattico non sempre conforme alle loro caratteristiche, un equivoco che ha impedito alla squadra di rendersi versatile e che l'ha portata a trovarsi in confusione, contratta, nelle partite più complesse. 

Un approccio al campionato che già avrebbe potuto suggerire qualcosa, con 2 sconfitte (Cosenza e Palermo) nelle prime 3 giornate, poi una leggera ripresa, intervallata però da battute d'arresto che hanno portato a un primo avvicendamento in panchina, con Giovanni Stroppa sollevato dall'incarico per fare spazio a mister Eugenio Corini; solo 5 le panchine del tecnico bresciano coi grigiorossi, per un totale di 7 punti, un bottino che spinto la proprietà cremonese a richiamare Stroppa, con la convinzione forse che potesse proseguire in maniera più lucida il suo lavoro dopo quel mese di distacco. Una logica che ha pagato in parte, perché è  vero che la squadra è sembrata più aderente al credo calcistico dell'allenatore ex Monza, caparbio a insistere su alcune intuizioni poi rivelatesi fortunate (es. Vandeputte mezzala), ma la discontinuità non ha abbandonato ancora del tutto una Cremonese che si contenderà il quarto posto probabilmente fino alle battute finali della regular season, e che nelle ultime 10 giornate, quindi da inizio 2025, ha collezionato 4 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Dato sintomatico ed eloquente.

Stando a quanto filtra da Cremona, è probabile che Stroppa al Barbera riproporrà lo stesso 11 che ha annichilito il Catanzaro, con Fulignati tra i pali, protetto dal terzetto composto da Ravanelli, Ceccherini e Bianchetti; in mezzo al campo ormai consolidata la posizione di Vandeputte in un ruolo più accentrato, affiancato da Pickel e dal senatore Castagnetti; Barbieri favorito su Zanimacchia a destra, l'incontenibile Paulo Azzi a sinistra, mentre davanti, dovendo fare i conti con la prolungata squalifica del Mudo Vazquez, sarà Johnsen a mettere a estro e tecnica nel tandem d'attacco formato da lui e da Manuel De Luca.