Piacere, SuperPippo Inzaghi
La pacatezza e la grinta, l'umiltà e l'ambizione, un temperamento che bilancia gli elementi, fuoco e ghiaccio, terra e aria. Filippo Inzaghi, nella conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore del Palermo, si è espresso anche oltre le sue parole, comunque convincenti e di impatto. Ha parlato attraverso gli occhi, la vibrazione della voce, il viso che non ha saputo trattenere l'emozione ripensando al trionfo di Pisa, e immaginando quello che potrebbe conquistare in una piazza che lo ha già travolto con un incontrollabile entusiasmo, del quale desidera fortemente dimostrarsi degno.
Un uomo, un professionista, un vincente, che ha messo in bacheca ogni trofeo immaginabile da calciatore, che da allenatore ha infiammato gli animi di giocatori e tifoserie, infondendo quello spirito indomito da guerriero, quella mentalità di chi è consapevole di quanta differenza possa fare un metro guadagnato. Pippo Inzaghi non ha bisogno di essere decifrato, perché comunica a cuore aperto, senza fronzoli, senza esibire lo sfavillio dei suoi traguardi passati, ma trasudando determinazione e una forte onestà intellettuale. È conscio di essere atteso al varco, probabilmente come mai accaduto da quando siede in panchina, e che gli occhi dell'intera Serie B saranno puntati su di lui e sui suoi ragazzi.
Dominare il campionato a Benevento è stato notevole, l'impresa di Pisa lo commuoverà in eterno, ma diventare il tecnico capace di riportare in Serie A il Palermo targato City Group rappresenta un'opportunità gigantesca, irrinunciabile, che potrebbe anche aprire scenari professionali allettanti allo stesso Inzaghi, in quella categoria che finora gli ha riservato solo cocenti delusioni.
Tra le righe di ogni frase pronunciata si è potuto cogliere un solido senso di responsabilità, il pizzicore stimolante di una sfida ostica, che solo gli intramontabili campioni affamati di adrenalina accolgono con disinvoltura e al tempo stesso una doverosa dose di prudenza. Per volare ad alta quota bisogna anche saper planare senza precipitare, magari sfiorando gli abissi, però senza venire risucchiati, e questo Pippo Inzaghi lo ha ben presente. Lo sa Filippo, lo sa Superpippo implacabile cannoniere, lo sa mister Inzaghi, lo sanno tutte le anime che definiscono il suo essere, e che è pronto a mettere in gioco per restituire alla gente di Palermo ogni grammo del prezioso affetto che, si è capito, vorrebbe gli regalasse tante altre notti insonni.
Andrea Bosco