Il Palermo è sempre, dovunque, comunque
«Il Palermo non ha serie. Il Palermo è sempre, dovunque, comunque. Il Palermo è storia».
Queste sono vere e proprie parole d'amore nei confronti di una squadra, di una società e di una città. Parole d'amore che non vengono da Palermo, ma da Roma, dalla penna di Italo Cucci, firma del Corriere dello Sport, che ha scritto queste cose in risposta alla riflessione che il Palermo facesse la Serie D.
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Spesso sentiamo e leggiamo di come ci si avvicini o ci si allontani dal Palermo in base ai risultati, alla categoria di appartenenza, al progetto o ai giocatori. Ma la risposta ce la da uno che non è di Palermo, ma che ha a cuore le sorti della squadra rosanero. E fanno ancora più rumore proprio quando il Palermo si ritrova in Serie D, aspettando l'ufficialità della promozione in Serie C. Il Palermo non ha serie, lo abbiamo amato quando vinceva contro la Juventus, contro l'Eintracht a Francoforte e quando ha perso a Licata, quando ha pareggiato a Mugnano contro il San Tommaso o quando ha perso nella finale playoff contro il Frosinone. Perché il Palermo è sempre, in estate e in inverno, quando va bene e quando va male, durante il campionato o durante il calciomercato. Il Palermo è dovunque, allo stadio "Renzo Barbera", al Tenente Onorato, al Pasqualino Stadium di Carini, a Marina di Ragusa, a Milano, a San Siro, all'Olimpico di Roma, a Mosca e a New York. Il rosanero è mondiale, perchè il Palermo è comunque.
Anche in questo momento di attesa, dove ci manca vedere il Palermo giocare, ma che speriamo di rivederlo direttamente nella terza categoria italiana, perché si deve risalire in fretta, queste categorie non ci appartengono. Ma in ogni caso, anche in queste catgeorie che non ci appartengono, il Palermo rimane e ci piace vederlo vincere in campi a cui non eravamo abituati. Perché il Palermo non ha serie. Il Palermo è sempre, dovunque, comunque. Grazie Italo.
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Redazione