Palermo piange, ma Bologna non ride. Crisi simili ma diverse
Emiliani senza vittorie da sette gare, così come i rosanero. Donadoni ritrova alcune pedine fondamentali.
Non il più semplice degli avversari per il Palermo, il Bologna di Donadoni. Squadra ancora a caccia di un proprio equilibrio ma a cui non fa difetto la qualità: Viviani, Dzemaili, Taider, Krejci e Destro sono solamente alcune delle frecce all'arco dell'ex c.t. della Nazionale. Ma quando il tasso tecnico non fa rima con gol e punti, i problemi vengono al pettine. Non c'è più spazio per gli alibi: l'esigente piazza felsinea attende risposte concrete. I rosa di De Zerbi, almeno sulla carta, la vittima da sacrificare sull'altare del "Dall'Ara".
I numeri al momento non premiano i rossoblu, quindicesimi con 13 punti maturati nelle prime 12 gare di campionato. E' il rendimento delle ultime settimane, in modo particolare, a far storcere il naso agli scettici: gli emiliani sono all'asciutto di vittorie da ben sette partite, esattamente come il Palermo. Entrambe le squadre hanno ottenuto l'ultima affermazione lo scorso 21 settembre: i rossoblu contro la Sampdoria, il Palermo sul campo dell'Atalanta. Da quel momento, una flessione sfociata nelle recenti sconfitte consecutive contro Fiorentina e Roma.
Donadoni può contare sul ritorno di alcune pedine fondamentali: dopo aver ottenuto l'idoneità all'attività agonistica, Mirante dovrebbe ritrovare il posto tra i pali. Al centro della difesa spazio a Maietta insieme a Ferrari, con Krafth e Masina sugli esterni; in mezzo al campo Taider, Nagy e Dzemaili, mentre toccherà a Destro guidare il tridente offensivo completato da Krejci e Rizzo. Servirà un Palermo di sacrificio e di qualità per avere ragione di una squadra chiamata a rispondere alle attese di società e tifosi. Il Bologna ha fame.
Redazione