Palermo, la svolta tattica può rendere il mercato più semplice: le possibili strategie
Il Palermo ha momentaneamente sospeso il suo periodo di grossa crisi battendo in casa il Modena giocando una partita attenta, grintosa e con poche sbavature. Per archiviarlo definitivamente serve quantomeno il bis contro la Juve Stabia, ma la svolta tattica di mister Dionisi può aiutare il mercato del direttore sportivo Carlo Osti. Vediamo come.
Se, come sembra, i rosanero hanno accantonato il 4-3-3 per un più compatto e sicuro 3-5-2 le operazioni in entrata potrebbero ridursi. Di certo, appare chiaro che giocare con gli esterni a tutta fascia impone una qualità molto alta di corsa, dribbling e cross: sarebbe dunque il caso di intervenire innanzi tutto a sinistra, dove attualmente c’è soltanto Lund, ma forse anche a destra considerate la forma non ottimale di Pierozzi (sperando che gli infortuni lo lascino finalmente in pace) e le sirene di mercato di un Diakitè non sempre impeccabile, specialmente in fase offensiva. Inoltre numericamente manca un centrale di difesa, che arriverà per permettere al terzetto titolare di non doverle giocare tutte.
Capitolo centrocampo: tutto ruota intorno a Gomes e Saric. Il francese, se convinto e motivato a sposare ancora la causa rosanero, è un calciatore imprescindibile. Il bosniaco era dato da tutti con le valigie in mano, poi però mister Dionisi spende belle parole per lui in conferenza, lo getta in campo e Saric risponde presente. Certo, è soltanto una goccia paragonata al rendimento praticamente nullo del passato, ma chissà. Infine, si ripongono tante speranze nel rientro di Blin, che da oggi torna in gruppo: insieme a Ranocchia, Verre, Segre e Vasic è un reparto che può interpretare benissimo il cambio modulo, se poi dovesse partire Saric (ricordiamo che c'è l'offerta dalla Turchia è un interesse molto forte da parte della Salernitana) si potrà ipotizzare di inserire un mediano di rottura.
Passiamo all’attacco: la coppia Brunori-Le Douaron offre molte soluzioni, ma i due ancora non sembrano aver trovato una grande intesa. Sarebbe interessante, dunque, dotare l’attacco rosanero di un quarto elemento dalle caratteristiche diverse rispetto ai due già citati e anche rispetto ad Henry: una seconda punta di livello, capace di legare bene il gioco ma anche di colpire quando serve.
Il rebus, a questo punto, ruota intorno agli esterni rimasti in organico. Se per Di Francesco si aprono diverse strade grazie alla sua duttilità, per Insigne e Appuah il cambio di sistema rischia di diventare una “mazzata”: chissà che non partano entrambi, per il giovane francese la strada del prestito è più che un’opzione, mentre sul napoletano c'è il Bari.
Insomma, sembra che il lavoro di Osti potrà essere davvero chirurgico: operazioni in entrata mirate e di spessore, per alzare il livello tecnico della squadra e permettere a mister Dionisi più soluzioni, andando poi a completare il lavoro con le cessioni “minori”, che riguardano in prima istanza i giovani Peda e Buttaro.