Il successo netto, autorevole della giornata di Pasqua contro l'Avellino ha certificato il percorso di crescita del Palermo di Inzaghi, cominciato effettivamente a fine novembre e proseguito nel corso dei mesi con generale continuità e qualche lieve sbavatura. La squadra rosanero è sempre più matura e compatta, ha acquisito consapevolezza della propria forza e duttilità nell'adeguarsi alle diverse tipologie di gara. Diversi articoli pubblicati questa mattina nei principali giornali, il Palermo si appresta ad affrontare le ultime 5 di campionato con il massimo della fiducia, della forma fisica e della fluidità tattica.
Diamo insieme un'occhiata ai contenuti più significativi pubblicati dai quotidiani in edicola oggi.
GDS - «PALERMO, ADESSO FAI PAURA. IL PASSO È DA SERIE A»
I numeri aiutano a leggere con chiarezza l’evoluzione di una stagione, e quelli fatti registrare dal Palermo dal 29 novembre rappresentano la fotografia di un percorso eccezionale della squadra di Inzaghi. Con 44 punti raccolti in 20 partite (13 vittorie, 5 pareggi e appena 2 sconfitte), i rosanero hanno ottenuto il secondo miglior rendimento della Serie B nel periodo, alle spalle del Venezia (49 punti) e davanti a Frosinone (43) e Monza (37). Un dato che certifica una crescita costante e descrive un passo da promozione diretta. Ancora più significativo della quantità di punti è il modo in cui sono arrivati: il Palermo ha costruito questa striscia attraverso la continuità, trovando quell’equilibrio che spesso fa la differenza nella corsa alle prime posizioni. Meno alti e bassi, maggiore solidità difensiva e una gestione più efficace dei momenti chiave hanno permesso ai rosanero di accelerare rispetto alla prima parte del campionato. La squadra ha imparato a vincere in modi diversi, alternando prestazioni brillanti a gare più pragmatiche, portate a casa con intelligenza tattica e capacità di soffrire. In questo senso, il 2-0 contro l’Avellino rappresenta una sintesi perfetta del momento: al Barbera si è visto un Palermo concreto ed efficace, capace di indirizzare la gara già dopo dodici minuti e poi gestirla senza concedere occasioni, chiudendo i conti nel finale con un successo mai realmente in discussione.
A spiegare la solidità del rendimento recente c’è anche la partecipazione diffusa dei singoli: il Palermo non dipende da un solo protagonista, ma si affida a una struttura di squadra in cui più giocatori incidono nei momenti decisivi. I gol arrivano da diverse soluzioni, gli inserimenti dei centrocampisti sono un’arma costante e il lavoro senza palla degli attaccanti risulta determinante. Proprio il centrocampo è il reparto che ha mostrato la crescita più evidente, garantendo maggiore protezione alla difesa, più qualità nella costruzione e una gestione più matura dei ritmi. Le sole due sconfitte nelle ultime venti partite non sono casuali, ma il frutto di una squadra che ha imparato a restare sempre dentro le gare senza disunirsi. La media punti del periodo è da vertice e rafforza l’idea di una formazione arrivata al momento decisivo della stagione nel suo miglior stato di forma, come conferma anche il confronto con Venezia e Monza. Ora la sfida sarà mantenere questo livello di continuità nelle ultime settimane e negli eventuali playoff: il campionato entra nella fase più delicata, con margini di errore ridotti e pressione crescente, ma i numeri degli ultimi cinque mesi raccontano di un Palermo capace di convivere con le aspettative. Più che un momento isolato, sembra ormai un’identità consolidata: e quando la continuità dura così a lungo, difficilmente si tratta di una coincidenza.
L'articolo completo a pagina 28 del quotidiano.
GDS - «INFORTUNIO DI JORONEN: SOSPIRO DI SOLLIEVO»
I tifosi del Palermo possono tirare un sospiro di sollievo: l’infortunio di Joronen non è grave. La notizia, arrivata nel giorno di Pasquetta, ha rasserenato l’ambiente rosanero dopo la preoccupazione nata al momento della sua uscita al 57’ contro l’Avellino. Il portiere finlandese, ormai simbolo della rinascita della squadra, aveva infatti lasciato il campo facendo temere il peggio, nonostante l’ingresso positivo di Gomis, titolare a inizio stagione. A distanza di 24 ore, però, lo staff medico ha chiarito che si tratta solo di un fastidio alla gamba destra: Joronen si è fermato in tempo e, pur in attesa di ulteriori valutazioni, non rischia uno stop lungo. Già contro il Frosinone potrebbe tornare a disposizione, con Gomis comunque pronto a garantire affidabilità tra i pali.
Se per Joronen arrivano segnali incoraggianti, non si può dire lo stesso per Johnsen: l’attaccante norvegese è rimasto fuori dai convocati contro l’Avellino per un’elongazione alla gamba che potrebbe richiedere tempi di recupero più lunghi, rendendo difficile la sua presenza nella prossima sfida. Inzaghi rischia quindi di dover rinunciare a un’arma importante in attacco, affidandosi ancora a Pohjanpalo e ai trequartisti, tra cui Palumbo, uscito anzitempo per crampi dopo una settimana di stop legata al solito fastidio al ginocchio. Il numero 5 dovrà ora gestire le energie per essere al meglio contro il Frosinone, così come Corona, fermo per sovraccarico muscolare. Da valutare anche le condizioni di Bani e Ceccaroni, entrambi affaticati contro l’Avellino: il primo ha chiesto il cambio dopo il 2-0 per crampi, mentre il secondo ha avuto bisogno dell’intervento dello staff medico, senza però destare particolare preoccupazione. A eccezione di Johnsen, Inzaghi dovrebbe comunque avere il gruppo quasi al completo, anche grazie al rientro di Rui Modesto dopo la squalifica: è già iniziato il conto alla rovescia per la trasferta dello Stirpe.
L'articolo completo a pagina 29 del quotidiano
GDS - «I GOL DEI CENTROCAMPISTI UN'ARMA IN PIU' NELLA CORSA ALLA SERIE A»
12esimo di Palermo-Avellino, Palumbo recupera palla a centrocampo, dialoga con Le Douaron, che dopo un dribbling secco punta la porta e gli restituisce il pallone. Il sinistro a giro del numero 5 si infila nell’angolo alto, portando avanti il Palermo. Nel finale, al 38esimo della ripresa, arriva il raddoppio: Ranocchia si inserisce nella trequarti avversaria, scambia con Pohjanpalo e conclude di piatto destro trovando l’angolino. Sono i due gol che hanno deciso la sfida contro l’Avellino nella domenica di Pasqua, reti pesanti che hanno permesso ai rosanero di restare in piena corsa per la Serie A, guadagnando anche due punti sul Monza terzo. Due marcature dal sapore particolare, perché arrivate da centrocampisti, a conferma di quanto in questa fase del campionato i gol provenienti dalla mediana possano fare la differenza.
Se il contributo del capocannoniere Joel Pohjanpalo, autore di 21 reti stagionali, resta centrale nel percorso del Palermo, la squadra ha costruito i propri risultati anche grazie alla partecipazione diffusa di altri reparti. Le Douaron, fermo a cinque gol ma prezioso per assist e lavoro offensivo, rappresenta un supporto costante, così come risultano fondamentali i contributi della difesa, con tre reti a testa per Bani e Ceccaroni, spesso pericolosi negli inserimenti. Tuttavia, è soprattutto dal centrocampo che possono arrivare risorse decisive: Pierozzi e Ranocchia sono a quota cinque gol, Segre a quattro, Palumbo a due (a cui aggiunge ben dieci assist) mentre Augello e Gomes hanno segnato una volta ciascuno. Più che affidarsi a un secondo goleador, il Palermo ha distribuito le proprie marcature su più interpreti. In vista della difficile trasferta di Frosinone, servirà proprio questo: la capacità di trovare soluzioni alternative, come accaduto contro l’Avellino, quando in una giornata meno brillante di Pohjanpalo (comunque decisivo con un assist) sono stati altri giocatori a fare la differenza. In un momento così delicato della stagione, i gol dei centrocampisti rappresentano un’arma in più indispensabile..
L'articolo completo a pagina 11 del quotidiano.