Palermo-Empoli 3-2, le pagelle: ruggito finlandese, che impatto Johnsen
I voti e i giudizi dei rosanero, vittoriosi al Barbera contro i toscani
Vittoria eroica al termine di una battaglia estenuante. Il Palermo zoppica, sbanda, poi si riprende, subisce la controffensiva, ma alla fine piazza la stoccata decisiva, e si avvicina alla zona promozione diretta. La prestazione d'insieme è il segnale più confortante, ma non oscura gli svariati meriti individuali. Jorenen e Pohjanpalo rubano la scena, ma Augello e Le Douaron seguono a ruota. Da segnalare anche l'impatto notevole di Johnsen.
Ecco le pagelle di Palermo-Empoli:
JORONEN 7.5: La gara si rivela spinosa fin dalle primissime battute. Nulla può sul tocco ravvicinato di Guarino, né sulla stoccata di Ebuehi. Rimedia come può quando nel primo tempo la difesa vacilla. Nella ripresa l'Empoli si mantiene pimpante, ma la sua personalità traspare in ogni circostanza. Dopo il 2-1 nega il pari a Degli Innocenti con un balzo all'incrocio, poi nel recupero sfida ogni legge umana: la visuale sulla sassata di Ignacchiti è ostruita, lui fa mezzo passo e rischia di farsi prendere in controtempo, ma un riflesso irreale gli permette di intercettare il pallone e bloccarlo a terra. Un bacio alla sfera, e il Barbera lo benedice.
PEDA 6: Potrebbe mostrare maggior prontezza nella situazione del vantaggio empolese, anche se la mischia era di difficile lettura. Avversario scomodo quello di giornata, dal piglio brioso; i suoi clienti, tra cui Elia, non sono una passeggiata, ma si mantiene concentrato. Per centimetri, a inizio ripresa, non può festeggiare il suo primo centro in campionato, col pallone che, colpito di testa, si stampa sulla traversa e rimbalza sulla linea. Il ragazzo è in costante crescita.
BANI 6.5: I ragazzi terribili dell'Empoli tengono in apprensione l'intera retroguardia rosanero, che stavolta barcolla più del solito. Lui si mantiene sui suoi standard da guardiano dell'area di rigore, e i suoi interventi sono un concentrato di eleganza e puntualità. Spende saggiamente il giallo nel primo tempo, ma non si lascia condizionare. Si procura il calcio di rigore con la scaltrezza del vecchio volpone.
CECCARONI 5.5: Soffre come i suoi di compagni di reparto l'atteggiamento propositivo degli avversari, e dovendosi concentrare sul contenimento viene meno il suo consueto apporto in fase offensiva. Un intervento in ritardo gli costa il giallo, e Inzaghi per non rischiare lo sostituisce all'intervallo.
(dal 46' Magnani) 6: Il Barbera gli riserva un'accoglienza fragorosa, per un ritorno prezioso per il Palermo e per lui stesso. Sostituisce Ceccaroni ammonito, e si piazza una zona che non è proprio di sua competenza. Affronta però un impegno complicato con il carattere che già conoscevamo, e non disdegna un paio di scivolate risolvi guai. Nell'azione del 2-2 si lascia scappare Fila, anche se resta il dubbio di uno strattonamento ai limiti della regolarità.
PIEROZZI 6: Zampano, Dorval, Elia. In tre settimane si ritrova a confrontarsi con alcuni dei migliori interpreti della categoria su quella fascia, ma il 27 rosanero si disimpegna egregiamente, e regge il confronto con decisione. Il Palermo sviluppa poco dal suo lato, ma perché la catena mancina, specie nella ripresa, funziona a meraviglia
SEGRE 5.5: Il centrocampo rosanero soffre il palleggio e l'aggressività dell'Empoli, e senza troppi spazi per sgroppare e inserirsi la prova del Dottore risulta impalpabile. Non negativa. Dimenticabile. Si batte senza risparmiarsi, e su questo è da 10 e Lode
(dall'82' Gomes) 6: Ordinato, grintoso, sgusciante. Il Claudio che abbiamo imparato ad apprezzare. Entra sul risultato di parità per fornire una soluzione diversa e ripiegare rapidamente in caso di ripartenza. Prova superata.
RANOCCHIA 6: L'assenza di Palumbo gli disegna un mirino addosso, e i giocatori di Dionisi lo francobollano con insistenza, impedendogli di dominare la costruzione. Ciononostante se la cava con personalità, rimanendo sempre attivo all'interno della gara. Quando non può imporsi fa il possibile per rendersi utile. E questo è un passaggio chiave nella svolta che il numero 10 sta compiendo in questa stagione.
(dal 91' Blin) S.V.
AUGELLO 7: La pulizia tecnica con cui gioca il pallone è degna di un centrocampista palleggiatore. Cresce alla distanza, ma quando spezza il fiato diventa incontenibile. Ogni volta che il Palermo sfrutta la sua corsia lui è il punto di riferimento, e trascina i compagni con passo deciso e qualità. Dribbling e cross che propizia il 2-1, sfiora la rete con un micidiale inserimento in area, e spedisce in mezzo cross continui e ben piazzati. Ad un Augello in questo stato di forma la Serie B fa un solletico.
GYASI 6.5: È ancora in fase di recupero di una piena condizione, ma la sua prestazione è incoraggiante. È ancora un po' contratto, non sempre pulito nelle giocate, ma battaglia furiosamente ingaggiando un continuo corpo a corpo con gli avversari, che costringe più volte al fallo. Sebbene formalmente l'1-1 sia da registrare come autogol, nulla potrà privarlo del merito di questa conclusione complicatissima, che rimette in piedi una gara antipatica.
(dal 55' Johnsen) 6.5: Benvenuto. Pochi secondi e il suo biglietto da visita è un tacco smarcante che avvia l'azione del 2-1. Sembra già essersi integrato nel sistema di squadra, e si lascia apprezzare per un tocco di palla pregevole, mai lezioso, e per un atteggiamento già famelico. Si procura qualche prezioso fallo in bello stile, ed è utile nel finale per gestire il possesso quando ogni secondo trascorso è guadagnato.
LE DOUARON 7: Replica la prestazione positiva di Bari, e, pur senza iscriversi al tabellino dei marcatori, firma due assist (uno de iure) assolutamente non banali. Un mancino teso per il pareggio, una spizzata aerea per il momentaneo 2-1. A condire la sua serata, l'ennesima partita di sacrificio e preziosa presenza fisica nella trequarti avversaria.
(dall' 82' Vasic) S.V.
POHJANPALO 8: Nel primo tempo il Palermo fatica a trovarlo negli ultimi metri, e allora lui si abbassa di parecchio per sfruttare le sue doti da smistatore spalle alla porta. Nell'azione del pareggio c'è anche il suo contributo. Poi improvvisamente un pallone resta in sospeso in area piccola, e quella per il finlandese è terra di conquista. La sua zampata dopo un movimento magistrale vale il 2-1. Trasforma con una freddezza senza pari il rigore decisivo, e sono 15 in campionato.
Andrea Bosco