Palermo - Carrarese 5-0, le PAGELLE. Ciclone Pohjanpalo, centrocampo notevole
Ritrovare un'anima, ricostruire una mentalità, mostrare di essere squadra. Inzaghi in settimana gli spunti li ha offerti, chiari e perentori, e il Palermo contro la Carrarese dimostra di averli recepiti. Prestazione generale anche superiore rispetto al 5-0 contro il Pescara, perché qui i rischi sono ridotti allo zero e migliora anche la proposta offensiva. Risultato mai in discussione, gestione della partita impeccabile e diversi singoli in grande spolvero: Segre tambureggiante, Pohjanpalo implacabile, Palumbo fantasioso. Ripartire da questo spirito per concludere l'anno solare al galoppo.
Ecco le nostre pagelle:
JORONEN 6: Inoperoso di fatto per la totalità della gara. Nella ripresa è chiamato a un paio di interventi in presa, giusto per mettersi in movimento. Dopo qualche settimana di apprensione si gode dalla porta una serata trionfale
BERESZYŃSKI 6.5: La Carrarese non si rende pericolosa, e quei pochi tentativi di iniziativa offensiva li gestisce con ordine e disinvoltura. Agisce con la serenità da veterano qual è, e non disdegna qualche avanzamento verso l'area avversaria, come quando cerca la porta con un destro che termina alto sopra la traversa.
BANI 6.5: Sembra aver pienamente riassorbito (stavolta sì) l'infortunio del mese scorso, e ha riacquisito quell'autorevolezza che trasmette sicurezza all'intera squadra. Gli avversari non si sono dimostrati particolarmente ostici, ma interviene con precisione chirurgica anche sul pallone apparentemente meno rischioso. Grandioso senso della posizione, ottimi tempi in anticipo e gestione sicura del primo possesso. Dopo pochi minuti sfiora la rete con un tocco fine sotto misura, ma Bleve gli nega questa soddisfazione.
CECCARONI 6.5: Tratti riconoscibili del braccetto pimpante ammirato lo scorso anno. Da una tipica incursione in area ha origine la rete del vantaggio, poi continua a rimanere attivo, occupando la zona sinistra del campo con fare concentrato e propositivo. Esce all'ora di gioco godendosi gli applausi del Barbera
PIEROZZI 7: Poco da discutere, nella posizione di esterno di centrocampo è tutta un'altra musica, e soprattutto quando le maglie avversarie si allargano le sue incursioni sono ruggenti e tempestose. Offre spunti e inserimenti nel primo tempo, nella ripresa propizia la rete del 3-0 con un cross velenoso dopo un buono strappo, poi nel finale confeziona la palla vincente per la tripletta di Pohjanpalo.
SEGRE 8: Grintoso, instancabile, travolgente. Il primo tempo porta indiscutibilmente il suo marchio, grazie prima alla botta dal limite che lascia impietrito Bleve e sblocca il risultato, poi per la sgroppata, con sombrero a impreziosire, conclusa con l'assist per il raddoppio di Palumbo. Ripresa meno appariscente, ma di corsa e sostanza, per un calciatore che quando mantiene un ritmo costante sa incidere concretamente sulle sorti della squadra.
RANOCCHIA 6.5: Il turno di riposo forzato gli ha evidentemente permesso di riflettere su certi recenti passaggi a vuoto, e questa prestazione di qualità e concretezza rappresenta di certo un valido punto di partenza. Svolge le funzioni di impostazione con un piglio convinto, pratico, senza fronzoli, ispirando con fluidità la manovra e rendendo lo sviluppo rapido. A inizio ripresa una verticale a imbeccare Palumbo innesca l'azione del 3-0.
PALUMBO 7.5: Senza dubbio in crescita, in una serata in cui la presenza di Ranocchia gli consente di avvicinarsi sensibilmente agli ultimi 20 metri, dimostrando poi una buona intesa con Pohjanpalo. Dà il via con eleganza alla combinazione da cui scaturisce il vantaggio, e poco prima lo sfiora con un mancino a giro ben piazzato. La soddisfazione della prima marcatura in rosanero arriva a fine primo tempo, con un colpo di testa insolito per lui, ma che per pensiero ed esecuzione racchiude tutto il sup valore. Continua a dispensare finezze tecniche anche nella ripresa, ed è lui a pescare Pierozzi nell'azione del 3-0. Estro, efficacia e qualità, un Palumbo in questo stato può essere un fattore determinante.
AUGELLO 6: Si propone sulla sinistra con continuità, anche se difetta in precisione, specie in zona cross. Qualche sbavatura in fase di possesso, come quella che innesca una ripartenza avversaria dopo un tentativo dribbling, pregiudica il suo giudizio, che nel complesso può dirsi sufficiente. Osservandolo in azione si intravede la sua caratura da giocatore ben dotato, ma evidentemente ha necessità di rifiatare.
LE DOUARON 6: Una mezz'ora generosa, un po' caotica, con pochi guizzi da segnalare. Esce per una botta alla testa che lo stordisce e gli impedisce di proseguire.
POHJANPALO 9: Dominante in area di rigore, ma vanno segnalate ed apprezzate anche le sue discese a centrocampo per la ricezione spalle alla porta, smistando palloni con ordine e precisione. Tutt'altro che banale l'invito per Segre per l'1-0, in fase di rodaggio l'intesa con Palumbo, poi la ripresa è il suo manifesto da bomber puro: tap-in famelico per il 3-0, poi un rigore impeccabile, infine la tripletta, con la complicità di Bleve. Nel mezzo pressing, attacchi feroci degli spazi e duelli fisici costanti. Un ciclone.
SUBENTRATI:
VASIC 7: Conferma il suo stato di forma eccellente con una prova da subentrato veramente pregevole. Il capogiro di Le Douaron lo costringe a un ingresso a freddo, ma si cala immediatamente nella partita mostrandosi nuovamente centrato, lucido, determinato. Sfiora la rete con una spaccata deviata dal palo e una schiacciata di testa respinta da Bleve, poi si procura il rigore inserendosi coi tempi giusti in area. La foga agonistica a volte risulta eccessiva, e andrà modulata, ma il suo progresso ormai è innegabile e promettente.
VEROLI 6: Mezz'ora per il difensore proveniente dal Cagliari, dopo quasi due mesi di inattività. La Carrarese non produce troppe insidie, ma positivo l'approccio disciplinato con cui si presenta in campo dopo un lungo periodo in panchina
GIOVANE 6: Altro discreto minutaggio in cascina per l'ex della serata, che senza esibirsi in giocate vistose offre un contributo volenteroso e intraprendente in mezzo al campo. Qualche fallo in eccesso, ma è sintomo di un atteggiamento deciso.
BRUNORI S.V.: Ritrova il campo dopo la panchina di Chiavari e una settimana chiacchierata. Poco tempo per mettersi in mostra, ma un paio di sortite in profondità alla Brunori le riesce ad esibire.
PEDA S.V.
Andrea Bosco