Un Palermo di corsa e fatica. Le statistiche premiano i rosa

La squadra di De Zerbi percorre in media 106,9 chilometri a partita. Gazzi motore instancabile.

Un Palermo di corsa e fatica. Le statistiche premiano i rosa

 

Un Palermo che corre. Il dato di fatto è questo. Stando ai dati riportati dalle Lega Serie A, i rosa occupano il settimo posto per chilometri percorsi: in media, 106,9 chilometri per match. Poco più delle big Juve (106,7) e Roma (104,2), e meno di Crotone, Fiorentina, Napoli, Lazio e Chievo, leader con 109,1 chilometri percorsi in media ogni gara. Statistica, questa, che conferma il buon lavoro di De Zerbi non solo dal punto tattico e motivazionale, ma anche sotto l’aspetto atletico e della gestione delle energie. 

Unitamente alla ritrovata propensione al possesso palla e all’utilizzo costante degli esterni, questo dato rivela il nuovo atteggiamento aggressivo dei rosa, concentrato sul pressing, organizzato e costante, e sulla manovra ‘palla a terra’ che sfrutti il campo in tutta la sua ampiezza. La rinnovata competitività del gioco rosanero passa proprio dall’intensità della corsa sulle fasce e, soprattutto, al centro del rettangolo verde, là dove risiedono le maggiori insidie per la retroguardia e allo stesso tempo i presupposti per lo sviluppo dell’azione offensiva.

Non a caso è Alessandro Gazzi, mediano vecchia scuola sempre presente in mezzo al campo, il giocatore rosa che corre di più, con una media di 11,4 chilometri percorsi a partita, seguito a ruota da Haitam Aleesami, padrone della fascia sinistra con 10,6 chilometri per match, Alino Diamanti (10,3), la cui preparazione atletica è stata oggetto dello scetticismo generale, e Andrea Rispoli (10,1), il quale è anche tra i più veloci in sprint (contro la Samp ha toccato i 33,5 km/h).

Il Palermo corre, dunque, corre con un criterio e corre più dello scorso anno, quando la media si era stabilita a 101 km per partita. Certamente la corsa non basta per raggiungere la salvezza, come dimostra il dato che vede il Crotone, ultimo della classe, macinare chilometri come il Napoli e la Fiorentina. Ma è senz’altro la miglior risposta a chi chiede, a buon ragione, che a fine partita la maglia sia sudata.