Nemo propheta in patria: Di Mariano e una maledizione

Nemo propheta in patria: Di Mariano e una maledizione
Di Peppe Musso
Il Palermo si appresta a vivere una settimana molto delicata: dopo tre sconfitte in quattro match di cui l'/
    /tima in casa contro il Sudtirol, con un solo gol segnato in 360 minuti, la squadra di Corini andrà a Terni sabato con la pressione di non poter più deludere.
 
Una pressione che, in questo momento, sta vivendo di sicuro Francesco Di Mariano: l’esterno rosanero, palermitano, è arrivato dal Lecce coi crismi dell’uomo in più, quel giocatore decisivo che avrebbe fatto fare il salto di qualità alla squadra, forte delle sue due promozioni consecutive. E’ bene fare una enorme premessa: il Palermo non sta navigando in acque torbide per colpa sua, ma quel che è certo è che fino ad oggi le prestazioni del numero 10 sono state assai deludenti. N/
    /la da rimproverare s/
      / piano dell’impegno e della corsa, ma negli /
        /timi 20 metri si refertano pochissime giocate degne di nota, e soprattutto una vena realizzativa troppo povera, che ha portato al palo nel finale contro il Sudtirol.
 
Sembra ormai che a Palermo aleggi questa maledizione: se sei palermitano è impossibile che inciderai nella squadra della tua città. Fortunatamente, a fronte di tanti esempi in tal senso, ce ne sono anche alcuni che smentiscono questa tesi (La Gumina e Accardi gli /
    /timi): a Francesco Di Mariano l’onere di smentirla ancora, dato che le qualità per farlo ci sono tutte.