Nazionali: quali sono le colpe dei rosa? Lupo: «Combatteremo»

I rosanero impegnati con le rispettive selezioni erano già in organico l'anno scorso. Cosa avrebbe dovuto fare la società?

Nazionali: quali sono le colpe dei rosa? Lupo: «Combatteremo»

Caso nazionali, o caos nazionali?

Domanda lecita, perché col passare delle settimane la vicenda legata alle convocazioni dei giocatori del Palermo assume sempre di più i contorni di un grande malinteso.

 

Sulla questione si sono espressi quasi tutti i protagonisti: in primo luogo la società rosanero, con le missive del patron Zamparini alla Lega B, prima, e alla Fifa, in seguito; poi la stessa Lega B, in principio con il responsabile della comunicazione, Monguidi - che poco più di un mese fa aveva liquidato la querelle con un secco “no” alla richiesta di rinvio della gare interessate -, dopo con il rigetto dell’istanza durante l’Assemblea che ha avuto luogo nella giornata di giovedì a Coverciano; e ancora il Palermo, con il comunicato che promette battaglia legale per “garantire il giusto valore sportivo delle competizioni del campionato di Serie B e gli eventuali risarcimenti per gli ingenti danni provocati”.

 

AD ASCOLI UN PALERMO IN EMERGENZA. LA RASSEGNA STAMPA

 

Una condizione, quella attuale, tanto compromettente per il Palermo quanto comoda per le concorrenti alla promozione.

Cosa avrebbe dovuto fare, dunque, il club rosanero al termine dello scorso campionato per evitare di ritrovarsi senza sette/otto titolari nei quattro match coinvolti?

 

Si è detto e si è scritto che la società “avrebbe dovuto pensarci prima”.

Ma è un “prima” troppo generico.

E le ipotesi sulle azioni che il club avrebbe potuto intraprendere sono soltanto due: la prima mossa, irrealizzabile, sarebbe stata lo smantellamento di tre quarti dell’undici titolare.

Perché il malinteso è proprio questo: tutti i rosanero coinvolti erano già in organico l’anno scorso e, nell’ultima sessione di calciomercato, il Palermo non ha acquistato nazionali. Elemento chiave di cui la Lega B, però, evidentemente non tiene conto.

La seconda - la strada effettivamente intrapresa da Zamparini e Lupo - era la conduzione intelligente della campagna acquisti, con innesti mirati e, nel caso di Coronado, Murawski e Gnahoré, anche di ottima qualità.

 

LA GUMINA, DUE PARTITE PER PRENDERSI IL PALERMO

 

La Lega B giustifica il rigetto dell’istanza in ragione delle norme vigenti, le quali non consentono il rinvio della partite di campionato per le motivazioni addotte dal Palermo.

D’altro canto, si nega l’evidenza: le tre partite (più la trasferta a Brescia) in cui i rosa dovranno fare a meno di diversi titolari finiranno per falsare effettivamente parte della stagione. Non solo per la squadra di Tedino, ma anche per le concorrenti degli avversari del Palermo. Insomma, chi affronterà i rosanero privi dei nazionali avrà un vantaggio rispetto a chi troverà la squadra di Tedino al completo.

 

Se la società ha una colpa è quella di non aver esposto il problema qualche mese prima, al termine dello scorso campionato o, meglio, a retrocessione matematicamente avvenuta. Ma con tutta probabilità la risposta sarebbe stata la stessa.

Il direttore sportivo del Palermo, Fabio Lupo, intervenuto ai nostri microfoni, ha ribadito il principio a cui si ispira la richiesta della società: «Come abbiamo scritto nel comunicato, useremo tutte le armi in nostro possesso per affermare un principio che è ispirato al buon senso, alla sportività e alla competitività. Poi, se negheranno questi tre principi che sono ispiratori non solo nell’ordinamento sportivo, come abbiamo fatto a Brescia faremo a Parma. Combatteremo due battaglie: una legale ed una sportiva».

 

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Non resta che aspettare un nuovo pronunciamento da parte della Lega B, che probabilmente, però, non arriverà prima che vengano intraprese vie legali dal club di viale del fante. Intanto, Tedino fa di necessità virtù. A Brescia, nella prima delle quattro partite senza i nazionali, si sono messi in mostra Gnahoré e Murawski che da quel match in poi sono entrati con prepotenza nelle gerarchie del tecnico.

Magari a Parma, nella seconda uscita del “Palermo dimezzato”, sarà il turno di qualcun altro che fin qui non ha potuto dimostrare il proprio valore.