Mutti: «Fa male vedere Palermo e Messina sfidarsi in Serie C»
Parla Bortolo Mutti.
L'ex allenatore di Palermo e Messina, intervistato da Repubblica, ha parlato delle sue esperienze nelle compagini siciliane tra ricordi, giocatori talentuosi e un derby che oggi si ripropone in Serie C dopo anni trascorsi in massima serie:
“Se penso a Messina mi viene in mente il “Celeste”, una bolgia. Penso alla partita con il Como che ci regalò la promozione in A. Penso ai tifosi che ci abbracciavano per strada, piangendo. E penso a quando abbiamo inaugurato lo stadio San Filippo. E mi emoziono ancora oggi, a distanza di quasi 20 anni. Quando penso a Palermo, penso all’eleganza di una città bellissima, ai posti meravigliosi che ho visto e fatto conoscere alla mia famiglia”.
PALERMO
“Mi chiamò Giorgio Perinetti e disputammo da neo-promossi un buon campionato di B. Arrivammo decimi e in tanti fecero bene, da Bombardini a La Grotteria, passando per Sicignano, Mascara, Guidoni, Cappioli, Chionna e Marco Aurelio. Nel 2012 la solita calda e bellissima tifoseria. Una squadra che disputava le coppe europee e in cui sbocciavano grandi campioni. Miccoli e Budan fecero benissimo. Ricordo un giovanissimo Vazquez, Ilicic era alle prime armi e un Hernandez in grande crescita. Ma quello che mi impressionò per le sue qualità tecniche fu sicuramente Zahavi”.
DERBY
“Affettuosamente mi chiamano tutti l’allenatore terrone. In Sicilia mi sono sempre sentito a casa e ringrazio tutte le persone che ho incontrato lungo il mio cammino. Vedere due città a cui sono legato affrontarsi in serie C fa male, ma spero che questo derby possa dare uno slancio a entrambe le squadre per tornare ai fasti d’un tempo”.
Redazione