Morrone: «Quel gol vittoria sul Messina e il boato del Barbera»

Grande viittoria e altrettanta delusione

Morrone: «Quel gol vittoria sul Messina e il boato del Barbera»

La stagione 2002-2003 fu la prima dell'era Zamparini. La sessione estiva del calciomercato del Palermo di quell'anno fu famosa per il "travaso" che vide dodici calciatori del Venezia, squadra appena ceduta dal presidente friulano, passare in un giorno ai rosanero.
Uno di questi calciatori fu Stefano Morrone, che era rientrato a Venezia dopo il prestito di sei mesi al Cosenza, squadra della sua città, dove è nato il 26 Ottobre del 1978.


Con i rosa quell'anno, collezionò 35 presenze e 5 reti. La prima parte di campionato della squadra fu un po' balbettante, ma dopo ben tre cambi tecnici in panchina (Glerean, Arrigoni e infine Sonetti) la squadra recuperò gradualmente terreno sulla zona promozione. Alla fine ottenne un quinto posto perdendo all'ultima giornata lo scontro diretto contro il Lecce, fallendo così la promozione in Serie A.
ll caso volle che Morrone non rimase in Sicilia nell'annata successiva, quella della promozione in Serie A, poiché si trasferì in prestito per un anno al Chievo Verona, nell'ambito della trattativa che portò Eugenio Corini in Sicilia.


Nella stagione 2004-2005 ritornò al Palermo, giocando 23 partite nella massima serie contribuendo al sesto posto con la prima storica qualificazione in Coppa UEFA  della squadra di Viale del Fante.


La partita del cuore in rosanero scelta da Stefano Morrone si giocò sabato 17 maggio 2003, 35ª giornata di quello sfortunato, per il suo epilogo, campionato di serie B; di scena allo stadio Renzo Barbera (che il 18 Settembre di quella stagione aveva sostituito la sua denominazione da "La Favorita") il derby con il Messina.


"Quella è la gara che mi piace ricordare per ciò che ha significato in quel momento - ha dichiarato Morrone ai microfoni di forzapalermo.it - venivamo da una grande rimonta in campionato ed era una partita decisiva che, se avessimo vinto, ci avrebbe permesso di giocarci la promozione in Serie A sino all'ultima partita a Lecce come poi in effetti è avvenuto.
Ricordo una splendida cornice di pubblico, stadio pienissimo, un tifo incredibile e una meravigliosa coreografia della curva nord con la scritta “Andiamoci”
.

Fu una partita tiratissima – ricorda l'ex rosanero - andammo subito in vantaggio con Arturo Di Napoli, loro pareggiarono allo scadere del primo tempo con Sullo (oggi vice di Ventura in nazionale), ma a dieci minuti dalla fine realizzai il gol della vittoria e ancora oggi ricordo il boato del Barbera forte, bello ed emozionante.
Alla fine nello spogliatoio ci fu una grande festa, grande entusiasmo -
conclude Morrone - credevamo che per tutto quello che era stata la stagione meritavamo questa chance, perchè avevamo formato un grande gruppo ed eravamo sempre insieme ed è stato veramente una grande delusione non avere regalato il sogno ai nostri tifosi con un anno d'anticipo".