Lucchesi a FP: «Ho in mente un grande Palermo»

Lucchesi a FP: «Ho in mente un grande Palermo»

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Toscanaccio nell’animo ma siciliano nel sangue. Fabrizio Lucchesi è a Palermo da meno di due mesi ma non si è mai realmente fermato: Palermo la sua sede ufficiale, Roma per i colloqui con la proprietà e Milano per sbrigare le incombenze tra i corridoi della Lega. Tanti voli aerei sulle spalle, molte riunioni tecniche e poco sonno. 

 


Direttore passata la grande paura adesso si può cominciare a progettare il futuro?
"Siamo arrivati alla giornata più importante, perché nella giornata di oggi verrà completata tutto l’aspetto procedurale, economico e finanziario del club. Con questo aspetto alle spalle da domani finalmente potremo parlare di calcio".

 

Quaranta giorni di passione...
"Fino ad adesso abbiamo avuto due grandi scogli da superare: il problema del dibattimento con la Procura per l'ipotesi della retrocessione e l'iscrizione al prossimo campionato. Adesso iniziamo a lavorare seriamente. In testa ho l'idea di fare un grande Palermo: ambizioso, competitivo e con un modello di gestione virtuoso".

 

Entriamo subito a gamba tesa: Kragl, Donnarumma, Ndoj, Martella...
"Di nomi se ne possono fare a milioni, tanto quelli veri non te li dico. Il problema è un altro: noi dobbiamo lavorare di concetto: dobbiamo ripianare i debiti di questo club e rapportarlo in termini di gestione ai parametri economico-finanziari che devono essere in linea con una società sportiva che affronta un campionato di serie B. Il Palermo è una squadra importante ma fino adesso è stato un club sovradimensionato: giocava in B con costi di gestione da squadra di serie A che ambisce all'Europa".

 

Quali sono i primi obiettivi?
"Rimettere la società in equilibrio, ripianare i debiti e poi chiaramente vincere le partite perché non dobbiamo dimenticarci il lato sportivo. Il Palermo deve stare nella posizione che merita: squadra ambiziosa con costi di gestione sani".

 

Da chi si riparte?
"Ci sono giocatori con stipendi fuori misura. Qualche giocatore è giusto cambiarlo, perché dopo qualche anno è anche importante lavorare sulla voglia di rivincita e poi, con Marino da una decina di giorni si lavora sotto traccia. Stiamo pensando a soluzioni alternative. Abbiamo delle idee: man mano che un giocatore esce abbiamo pronto il sostituto".

 

Il mix ideale qual è?
"Una squadra giovane con un mix di giocatori di esperienza adatti alla categoria. Il problema non è l'eta ma la qualità del giocatore che hai all'interno di una squadra. Giovani di qualità e giocatori più esperti devono coesistere insieme per un unico obiettivo".

 

Fra tre settimane però, è già tempo di ritiro...
"Anche qui vogliamo arrivare con la squadra ai nastri pronta per l'80 per cento. Poi, quasi strategicamente ci piacerebbe riempirla tutta per dare a Marino la migliore formazione possibile. Siamo convinti che cammin facendo qualche opportunità arriverà soprattutto tra i giocatore di serie A che magari non trovano spazio e che decidono di scendere in B per giocare nel Palermo. Noi non prendiamo giocatori tanto per prenderli, noi vogliamo giocatori che vogliano sudare la maglia".

 

Abbiamo capito che nomi non ce ne vuole fare, ma il tecnico ha qualche preferenza sul tipo di ruolo che serve per completare l'organico?
"La squadra nascerà a quattro mani tra Pasquale Marino e me e tra me e Pasquale Marino. C'è massima condivisione di idee e progetti. Il tecnico sa insegnare calcio e sa forgiare gli uomini. La migliore scelta possibile per Palermo".

 

L'ha sentito magari per chiudere qualche colpo?
"Ci sentiamo al telefono. L'altro giorno mi ha detto aspettiamo ad operare sul mercato: vediamo chi abbiamo nella rosa e cerchiamo di capire quale modulo può essere più congeniale alla squadra. Stiamo operando una profonda rifondazione della squadra e per farlo dobbiamo trovare gli uomini adatti al nostro progetto".

 

Tra i giocatori in scadenza chi è quello più vicino al rinnovo?
"Tra quelli in scadenza Pomini. Ci incontreremo con il suo procuratore al più presto: per motivi non dipendenti dalla nostra volontà né da quello del suo procuratore non abbiamo avuto modo di vederci. Il ragazzo è contento di rimanere, su Palermo ha investito c'è un progetto di vita e noi saremmo ben contenti di poterlo avere in squadra. Nella logica, che nonostante abbia 38 anni, lo affianchiamo ad un portiere del domani che è Brignoli. Non credo che ci siano particolari problemi a trovare un accordo. Pomini è un uomo carismatico, ha tanta esperienza e in questa squadra serve".

 

Sul Palermo che verrà ci sarà un tetto ingaggi sui giocatori?
"Non ci sarà nessun tetto ingaggi per il singolo giocatore ma ci sarà un salario complessivo degli ingaggi. Questo perché si devono considerare tanti fattori che incidono nel momento in cui si fa la squadra. Le scelte non si fanno mai orizzontali perché si farebbe una squadra mediocre. Ci sono tante variabili da considerare ma c'è anche il mercato che ti porta a prendere al volo delle occasioni. Di sicuro chi viene a Palermo deve avere una caratteristica...".

 

Quale sarebbe?
"La voglia, la voglia e la voglia. Senza voglia non cerchiamo nessuno e non tratteniamo nessuno. Chi viene a Palermo deve dare il massimo".