Parla Casarini, il 'persecutore': «Zamparini è un mediocre»

Le parole del 'persecutore' di Zamparini, in esclusiva per ForzaPalermo.it

Parla Casarini, il 'persecutore': «Zamparini è un mediocre»

di Cettina Pellitteri 


Nella settimana precedente la sfida Palermo - Venezia,  parecchia curiosità ha destato l’intervista rilasciata da Maurizio Zamparini al “Gazzettino Veneto”, in particolar modo l’accenno a Luca Casarini quale persecutore del patron rosanero.

«A Venezia – aveva detto Zamparini - avevo contro gli ultras dei centri sociali, guidati da quel Luca Casarini che mi “perseguita” visto che è venuto a vivere a Palermo»

 

Militante politico da oltre trent’anni Luca Casarini vive a Palermo da 5 anni; per un lungo periodo è stato impegnato nei movimenti dei centri sociali e attualmente è membro della Direzione nazionale di Sinistra Italiana e coordinatore del Dipartimento mutualismo e cooperazione del partito.

 

Per capire meglio la vicenda, la nostra redazione ha chiesto al dirigente politico quali sono stati i suoi rapporti con Maurizio Zamparini e quali sono stati i reali motivi che da Venezia lo hanno portato a vivere a Palermo:

 

Palermo e Venezia uniti nel destino: Zamparini e fallimenti

 

«Ho una compagna palermitana, mamma dei miei bambini, lavorando all’Università ha avuto l’occasione di tornare a lavorare a Palermo. L’avevo “rapita” dalla Sicilia e l’avevo tenuta per 7 anni a Porto Marghera, poi quando è arrivata questa opportunità abbiamo fatto questa scelta. Per me è stata una doppia scelta perché mi sono innamorato di mia moglie e poi anche della Sicilia, è stato il grande coronamento di un sogno venire ad abitare in una città meravigliosa come Palermo, in un' isola fantastica, al sud. Ho sempre avuto un’attitudine per il sud del mondo e dell’Italia e quindi è stata una cosa che mi sono concessa ed ho fatto bene. Sono affascinato da questa terra. Da tutta una vita faccio politica e da 4/5 anni in termini istituzionali. Nel 2014 sono stato candidato al Parlamento Europeo con Tsipras nella lista l’Altra Europa, adesso sono un dirigente di Sinistra Italiana».

 

Non è la prima volta che Zamparini tira in ballo Casarini affermando di esserne perseguitato«​Ho letto che Zamparini dice che lo perseguito, ma voglio svelare questo arcano perché è interessante, io non avevo idea di essere nei suoi pensieri, non l’ho mai visto di persona, non l’ho mai incontrato, non mai scambiato una parola con lui, non l’ho mai mandato a quel paese. Non so perché si senta perseguitato da me, forse dovrebbe interrogare i suoi fantasmi che magari prendono la mia forma, ma io personalmente di Zamparini me ne sono occupato sempre molto poco. Ovviamente a Venezia il cattivo ricordo l’ha lasciato, mi sembra che anche a Palermo da questo punto di vista sia sulla buona strada. Ma sono affari suoi e di quelli che sono vicini al calcio. La cosa interessante è che all’epoca la tifoseria veneziana era molto impegnata socialmente, da sempre aveva mantenuto relazioni con i centri sociali di quella città e di Marghera, dove io militavo. Non solo faceva il tifo per la squadra, ma faceva anche attività di volontariato, occupandosi moltissimo dei rapporti con il Chiapas e raccogliendo fondi per costruire un campo di calcio in mezzo alla selva del sud-est messicano, con lo scopo di promuovere lo sport, la stessa cosa ha sempre fatto sul territorio veneziano. 
 

Questo, secondo me, ha sempre dato fastidio alla società diretta da Maurizio Zamparini, naturalmente quando lui ha fatto le scelte che ha fatto è stato molto contestato. Ricorda il mio nome perché sicuramente sono il più conosciuto e il più pubblico, materialmente io non ho mai messo piede in una contestazione a Zamparini o cose del genere, ma rispetto alle contestazioni che ha ricevuto dalla tifoseria sono stato totalmente d’accordo con loro, anche perché io sono contro quelli che usano il calcio per fare soldi, punto e fine. E’ questo il ricordo che ha lasciato a Venezia e che rischia di lasciare a Palermo. Sostanzialmente è una persona che utilizza le squadre per fare il suo business, dopodiché quando è ora va via,  arrivederci e basta. Il calcio invece, non quello moderno, ma quello che sviluppa ancora la passione di tanti ragazzi e delle famiglie è vissuto come un impegno morale nei confronti della città che lo sostiene attraverso gli abbonamenti, attraverso i costi ecc. Questo è il problema di Zamparini, ma non devo dirglielo io.

 

Contro i veneti noia e freddo per i pochi tifosi del Barbera

 

E’ la seconda o terza volta che dice che prima lo perseguitavo a Venezia e adesso a Palermo, ma Zamparini probabilmente ha un sacco di scheletri negli armadi, io non sono uno di questi, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, può mettersi il cuore in pace, io non lo perseguito. A Palermo ci sto perché mi piace, è una città meravigliosa, ho la mia famiglia e lui è l’ultimo dei miei problemi. Non mi sento comunque perseguitato, ho ben altre cose di cui occuparmi, anzi che lui mi nomini un po’ mi fa piacere.

 

Politicamente mi ha sempre mosso elementi di grande contrasto, vederlo ad esempio cavalcare l’onda dei forconi in Sicilia o quando fondò il movimento per la gente per combattere Equitalia, una roba di destra qualunquista fatta da un imprenditore che parla di quelli che non hanno diritti. Che poi le ingiustizie di Equitalia le combatta un operaio precario è un conto, che le combatta invece uno che fa i milioni con le speculazioni commerciali ed edilizie utilizzando anche le squadre di calcio è un altro. Ho sempre osteggiato queste ideologie da quattro soldi ed infatti si è visto come è finita: è finita come le squadre di calcio che ha comprato. Probabilmente questa cosa gli è servita per avere 5 minuti di notorietà o per tentare di avere qualche posto in federazione, non ci è riuscito e arrivederci e grazie. Quello che invece a me sembra è che questo personaggio ha il vizio di parlare molto spesso senza sapere quello che dice, questo è il tema ricorrente del mio nome. Lo fa nel calcio, lo fa facendo le promesse, lo fa ragionando da grande businessman, mentre in realtà, tutto sommato, è una persona mediocre anche in quel mondo lì. Lo fa poi senza ricordare che una persona è valutata per quello che fa non per quello che dice. Allora, se a Venezia lo odiano tutti dopo quello che ha fatto nel mondo del calcio e se a Palermo è sulla strada buona non è colpa di Casarini».

 

La storia del Venezia calcio e del Palermo di Zamparini sembrano accomunate da un identico destino, Casarini si augura che per i palermitani possa esserci un finale diverso: «Spero che il Palermo non fallisca, mio figlio che ha 11 è tifoso rosanero ed è abbonato. Vedo una squadra molto amata dalla sua città, nonostante i dolori ultimamente siano più delle gioie e mi dispiace veramente che personaggi come Zamparini possano far del male a questo sentimento. Anche perché attraverso il calcio, secondo me, si parla di convivenza possibile, di modi di avere relazioni, di civiltà e quindi sarebbe bene che il Palermo rimanesse un esempio positivo anche nel rapporto con la sua gente. Questo è dovuto a due fattori, da un lato ovviamente ai meriti calcistici, ma dall’altro, come tutti sappiamo nel calcio moderno, è dovuto alle speculazioni che certi personaggi fanno sulle squadre, solo perché magari l’intento non era la squadra, ma ad esempio il Conca D’oro e questa cosa qui non funziona, alla fine i nodi vengono al pettine e la colpa non è di Casarini se Zamparini ha problemi nelle città dove va, probabilmente è colpa sua, è colpa di quello che fa».