In una serie A con 18 squadre ci sarebbe ancora posto per il Palermo?

Tra le squadre che attualnte disputano la serie A ci sono grossi dislivelli di qualità e capitalizzazione. Con i risultati attuali

Che senso ha un campionato nel quale ci sono quattro squadre che disputano un gironcino a parte, che mette in palio un solo posticino per non retrocedere? Inoltre, ha un senso un campionato nel quale sommando i punti delle prime quattro squadre si arriva a 110, e sommando quelli delle ultime quattro si totalizza 25? A tanto ammontano infatti i punti 'conquistati' sul campo da Empoli, Pescara, Palermo e Crotone, non tenendo conto dei tre 'acchiappati' dal Pescara per la mancata 'Pec' del Sassuolo. 110 a 25... Ottantacinque punti di differenza! Quindi non bastano i milioni dei diritti televisivi a rendere più omogeneo ed equilibrato questo campionato, nel quale esistono abissi fra le capitalizzazioni e i bilanci di tante squadre. E allora occorre prendere atto che probabilmente in questa serie A italiana non c'è posto per 20 squadre, che occorre procedere ad una sostanziale scrematura, rendersi conto che non ha senso dare spazio a squadre non riescono a reggere i bilanci della massima serie, con l'unica giustificazione  di considerarle come rifinitrici di 'calciatori semilavorati', ammesso che abbiano la fortuna  di trovare qualche promettente ragazzotto da svezzare per fornirlo subito ad una 'grande'. E allora dobbiamo riconoscere che la soluzione può essere una serie A con 18 squadre, formata da squadre più omogenee di quelle che attualmente affollano la classifica. Non importa che fra le intruse attualmente ci sia da considerare anche il Palermo: tutti sappiamo che così com'è adesso non è nel posto giusto, che è fra le 'grandi' per una strana casualità, perchè il fato ha voluto così: già l'anno scorso era pronto per la serie B. E non sarebbe stato un evento imprevisto, in quanto  la gestione degli ultimi anni non merita la serie A, perchè non ha nè la forza economica per competere, nè la voglia per meritarla.