Il drone sarà un nuovo alleato degli allenatori? Ecco come funziona

Il drone sta diventando l'oggetto del desiderio di tanti, e già da qualche anno sta scalando le classifiche delle preferenze. E' formato da uno scheletro, che ha una piastra con braccetti laterali, a cui si avvitano le eliche, le ali del multielicottero, che provvedono a sollevarlo da terra, alimentate da batterie del tipo Lipo. Il tutto è completato da un carrello per l'atterraggio e il decollo, e una centralina che è il cervello del drone, ed elabora e trasferisce gli input. Inoltre, per le riprese, il drone  può essere corredato da una telecamera e da una macchina fotografica, o per meglio dire da una "GoPro", cioè la videocamera/fotocamera "indossabile" (attraverso accessori) resistente all'acqua e ad urti . Il prezzo, che dipende dal modello e dall'uso che s'intende fare, varia da 50 a 9.000 euro. Per guidare droni professionali serve un brevetto rilasciato dalle scuole di volo riconosciute dall'Enac. Le possibilità di utilizzo sono le più disparate, e adesso, ha fatto la sua comparsa nei campi di allenamento delle squadre di calcio. Il Napoli di Sarri lo sta già utilizzando per riprendere le sedute, e poi rivederle studiando le posizioni corrette e quelle non tenute dai giocatori durante la parte tattica. Ha fatto capolino anche nel ritiro dell'Inter. Roberto Mancini lo ritiene un esperimento positivo: «E' un sistema tecnologicamente avanzato, può essere molto utile, per vedere quali movimenti sono stati svolti in maniera giusta, e quali no». Ovviamente l'applicazione è all'esordio, e l'argomento andrà ampliato e approfondito, ma non è difficile prevedere che può diventare un alleato prezioso per gli allenatori ed i loro assistenti. (p.m.)