I grandi affari restano in panchina

I grandi affari restano in panchina

 

Sono costati a caro prezzo e sono lautamente pagati. Sono le grandi scelte del mercato estivo: grandi per la portata degli investimenti e per le aspettative di impiego ma la resa sul campo è ancora lontana. E allora capita che nelle scelte degli allenatori, i “colpi” del mercato estivo retrocedano nelle gerarchie. Vita dura, professionalmente parlando, anche per loro. Kondogbia, Dybala, Alex Sandro: i grandi esclusi del Derby d’Italia. Vissuto in panchina, a guardare gli altri correre e far calcio con pochissimi minuti concessi per prendersi la scena.

Un patrimonio economico accantonato: 31 milioni per l’Inter, 58 per la Juventus. Panchine lussuose, perle di talento parcheggiate perché non ancora in grado di scaldare tecnicamente i cuori dei rispettivi allenatori.

Per Kondogbia, non certo un inizio di avventura in nerazzurro da incorniciare. Adattamento più lungo del previsto e turnazioni tattiche che non lo vedono centrale nel progetto di gioco di Roberto Mancini.

In casa Juve, invece, Alex Sandro appannato e indietro nelle gerarchie rispetto all’esperto Evra mentre diverso è il discorso per Dybala. Perché i numeri delineano nell’argentino uno dei giocatori più decisivi del pacchetto avanzato bianconero. Quattro gol sin qui e impatto mica male con l’universo juventino per l’ex Palermo, comunque seconda scelta per le idee di formazione di Max Allegri. Nonostante la solita verve “palermitana” del neo nazionale argentino.

Non solo Kondogbia, Dybala e Alex Sandro: anche Hernanes e Telles titolari dimenticati. Ultimo turno che di milioni bruciati in panchina ne ha visti parecchi: Dzeko non al meglio e risparmiato, Bacca in ritardo di condizione ma perennemente letale in zona gol per un Milan che necessita prepotentemente di certezze.