Fallimento vecchia società: in venti chiedono il risarcimento
Sono venti le istanze di fallimento verso l'Us Città di Palermo, la vecchia società ormai non più riconosciuta dalla Federazione, ma che ancora vive soltanto legalmente. Secondo quanto scrive Francesco Patanè su Repubblica sono tutte istanze presentate dai giocatori che non hanno ricevuto gli stipendi negli ultimi tre mesi.
Una situazione che sicuramente porterà delle conseguenze penali per gli amministratori che negli ultimi cinque anni si sono avvicendati nella vecchia società. I procuratori Andrea Fusco e Salvatore De Luca aspettano il pronunciamento del tribunale fallimentare sul concordato per indagare sugli amministratori per bancarotta fraudolenta. Ieri il presidente Giammona ha riunito tutte le venti istanze in un'unica procedura e si potrà procedere dopo la sentenza sul concordato, in cui si deciderà nei prossimi giorni.
Ma la sostanza non cambia, Maurizio Zamparini e molti altri gestori della vecchia società rischiano di entrare nel registro degli indagati, nel mirino della Guardia di Finanza ci sono le operazioni finanziarie degli ultimi cinque anni e chi le ha permesse: tra queste ci sono le operazioni fittizie del marchio e il sistematico svuotamento dei conti correnti del club per evitare che venissero aggrediti dai creditori. «Milioni di euro che per la procura sono stati spostati all'estero e utilizzati anche in altre società di Zamparini. Il sistema utilizzato secondo le fiamme gialle era molto semplice ed efficace: bastava mettere a bilancio la cifra da prelevare dalle casse del club alla voce debiti verso soci finanziatori. Debiti fittizi che poi venivano rimborsati consentendo a Zamparini di spostare dal Palermo milioni di euro».
Insomma, se per la società Us Città di Palermo resta poco da vivere, per gli amministratori la storia sembra continuare e tutto fa pensare che non finisca proprio bene.
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