Due punti persi per una sciocchezza

Due punti persi per una sciocchezza

Una vigilia di Natale amara, amarissima. Perché il Palermo poteva andar via da Como con tre punti, dopo una grandissima prestazione e la consapevolezza di aver superato non pochi limiti mentali. Era andato sotto, dopo un gran primo tempo, ed aveva rimontato.

Poi arriva il pugno sullo stomaco. Letteralmente, eh. Poi possiamo sindacare sul fatto che quella sia poco più che una carezza e che Curto finisca giù come se avesse colpito una mina antiuomo, ma non è questo il punto. Il punto è che, a palla lontana, al 90esimo minuto, una sciocchezza del genere non è tollerabile.

Non è tollerabile da parte di chi ci ha portato in Serie B con un magnifico salvataggio, da chi conosce il peso di questa maglia e di quei punti, da chi è ormai un veterano di questo spogliatoio e soprattutto da chi ha ricevuto una grandissima investitura con un rinnovo di contratto che ha precluso l'arrivo di calciatori più adatti al campionato cadetto. Perché il linguaggio del mondo del calcio è spesso democristiano, da 0-0. Ma bisogna anche avere il coraggio di dire le cose come stanno: i due punti persi al Sinigaglia hanno un solo colpevole.