Due «fallimenti» di Zamparini «faccia a faccia» in A

Due ex tecnici rosanero a confronto in un anticipo di Serie A

Due «fallimenti» di Zamparini «faccia a faccia» in A

Domenica prossima Benevento e Milan si affronteranno nell’anticipo delle 12:30. La sfida non vedrà solamente contrapporsi due squadre che per motivi diversi si ritrovano ad annaspare in un mare di materia di scarto gastro-intestinale ma due tecnici che a giugno 2016 si erano fronteggiati a muso durissimo in Lega Pro sulle panchine di Foggia e Pisa e che condividono il fatto di essere transitati sulla panchina del Palermo senza grande costrutto: Roberto De Zerbi e Gennaro Gattuso.

 

 

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De Zerbi fu chiamato sulla panchina del Palermo l’anno scorso in sostituzione del dimissionario Ballardini. L’inizio promettente con la vittoria a Bergamo contro l’Atalanta accese un fuoco che più che mai si rivelò fatuo. Allenatore coraggioso, De Zerbi è rimasto prigioniero delle sue idee innovative ma inattuabili nel contesto tecnico di quel Palermo e il sogno di voler fare un gioco di posizione e gestione del possesso con una squadra di fabbri ferrai si infranse mestamente: sette sconfitte consecutive e l’eliminazione dalla Coppa Italia dopo i calci di rigore contro lo Spezia posero fine alla sua gestione.

 

Evidentemente amante delle sfide impossibili, il tecnico bresciano si è messo alla testa del Benevento, talmente disastrato da far sembrare al confronto l’Ancona 03/04 il Real Madrid, ripetendo con risultati sino ad ora modesti, gli stessi modelli di gioco visti a Palermo.

 

Gennaro Gattuso venne invece ingaggiato a giugno 2013, al termine della sua ultima esperienza da giocatore al Sion, di cui è stato anche allenatore per breve tempo. Zamparini individua in lui l’uomo giusto per riportare il Palermo in A dopo la scottante retrocessione facendo leva sul suo nome, giustamente apprezzato in quanto sinonimo di carattere. La grinta, il cuore e il furore agonistico di “Ringhio” erano tali anche in panchina: purtroppo mancava tutto il resto. Della sua gestione si ricordano l’instancabile moto perpetuo nell’area tecnica ed una confusione pazzesca nelle scelte di formazione che fruttò 7 punti in 6 partite prima dell’esonero all’indomani della sconfitta esterna contro il Bari. Il suo sostituto Beppe Iachini vinse in carrozza il campionato con una squadra che non aveva bisogno di grosse sofisticherie per arrivare all’obiettivo.

 

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Dopo un’esperienza infelice in Grecia nell’OFI Creta in crisi finanziaria, Gattuso è andato ad allenare il Pisa con cui ha ottenuto la già citata promozione nel 2016 contro il Foggia di De Zerbi. Rimasto in sella anche la stagione successiva nonostante un iniziale passo indietro con la società in dissesto, “Ringhio” con polso fermo riuscì a tenere a galla la squadra fino all’arrivo della nuova proprietà a dicembre. Da lì in poi la squadra, afflosciatasi come un soufflé bucato, crolla in campionato tornando di nuovo in terza serie nonostante fosse la miglior retroguardia del torneo: per la cronaca era anche il peggior attacco. Quest’estate Gattuso è tornato nel suo Milan, guidando la “Primavera” fino alla promozione di lunedì scorso.