Dinner time: Bari e Palermo cercano la vetta della B

I pugliesi corrono in casa con un tridente d'attacco da far paura

Dinner time: Bari e Palermo cercano la vetta della B

In attesa che il tribunale si pronunci sul futuro della società la testa torna al campo, con il Palermo che oggi pomeriggio affronterà il Bari in quello che è il padre di tutti gli scontri diretti: chi vince va in vetta. Considerata il giusto all’inizio nonostante una rosa sulla carta abbondante e validissima per via delle ultime stagioni ben al di sotto delle aspettative, la squadra di Fabio Grosso sta venendo fuori alla distanza dimostrando di poter ambire alla promozione diretta.

 

Schierati consuetudinariamente con il 4-3-3 (con il 3-4-2-1 come seconda variante) i “Galletti” giocano un calcio ad alto ritmo offensivo attaccando la profondità con tanti uomini attraverso transizioni rapide con i terzini che allargano il campo e le ali in costante proiezione offensiva: non a caso i biancorossi sono (ex-aequo con Frosinone e Pescara) il terzo miglior attacco del torneo. A causa del suo gioco votato all’attacco il Bari tende fisiologicamente a concedere diverse situazioni di contropiede.

 

A Bari un Palermo rivoluzionato: La Gumina al centro dell'attacco

 

I pericoli principali della squadra pugliese arrivano dalle corsie laterali e rispondono ai nomi di Cristian Galano e Riccardo Improta: autori rispettivamente di 11 e 7 gol in campionato, i due esterni, schierati a piedi invertiti sono un’autentica spina nel fianco per le difese avversarie. Da tenere d’occhio anche il centrocampista Tello, bravo ad allargare le difese con le sue incursioni e l’illustrissimo ex Brienza, la cui classe nel contesto della cadetteria fa la differenza anche con un minutaggio limitato.

 

Per portare a casa un risultato che sarebbe fondamentale per classifica e ambiente il Palermo dovrà giocare con un'abnegazione difensiva ancora più grande di quella già encomiabile vista in molte uscite di questa stagione, riducendo ai minimi termini i pericoli per poi colpire quando l’avversario fisiologicamente finirà con l’allungarsi.