Diamo i numeri

Diamo i numeri

 

30 (e lode), come i punti accumulati da questo inarrestabile Palermo che dopo due mesi non è ancora riuscito a scoprire che sapore abbia una sconfitta, un pareggio, insomma qualsiasi cosa non abbia il segno e le sembianze della vittoria.


12 come i calciatori rosanero che sono andati in gol fin qui: Lucera, Ricciardo, Kraja, Ambro, Doda, Santana, Ficarrotta, Lancini, Sforzini, Felici, Martin e Martinelli. Difensori, centrocampisti, attaccanti. Manca solo il portiere.


10 come le vittorie, 10 come le partite. Da Marsala al Corigliano, un disco rotto: si gioca bene, meno bene, male. Ma la costante resta una sola: il Palermo sa come si vince.


9 come i punti di vantaggio sulla prima delle inseguitrici, che oggi ha il nome del Troina, vera rivelazione di un girone I che ai nastri di partenza offriva ad altre compagini l’oneroso ruolo di competitor dei rosanero: no Savoia, no Messina, poco Acireale. Per ora è una corsa in solitaria.


8 come i gol del bomber Gianni Ricciardo, che con la doppietta rifilata al Corigliano raggiunge la vetta della classifica marcatori del girone I di Serie D. Partire con un gol di vantaggio: con il centravanti messinese è possibile.


6 come i gol rifilati ai calabresi in una partita senza partita. Troppo Palermo, troppo poco Corigliano. Hanno avuto ragione i per nulla scaramantici che prima del fischio d’inizio hanno sentenziato: si vincerà passeggiando.


E da qui si fa un balzo direttamente al numero 1, quello disegnato sulla casella della classifica che il Palermo occupa oggi e spera, può, deve occupare alla fine di questo lungo campionato.


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