Delio, sai che c'è? Ti vogliamo bene
Rossi contro il Palermo. Affrontò la Juve tre volte e conquistò nove punti. Fu il nostro condottiero nella marcia su Roma.
Arrivò per sostituire l'esonerato Zenga alla tredicesima giornata. Portò il Palermo al quinto posto al termine di un bellissimo torneo. Vinse in casa della Juve e del Milan (che battè, al ritorno, pure al Barbera). La sua media punti fu grandiosa (1,92 a partita) e non arrivammo alla Champions solo perché lui era partito con l'handicap accumulato dal suo precedessore. Numeri da urlo.
Nel secondo campionato (con esonero e richiamo quasi immediato dopo la parentesi Cosmi) arrivò ottavo. Vinse ancora in casa della Juve e la battè pure al Barbera. Fu protagonista del periodo in cui giocatori e tifosi juventini tremavano appena sentivano parlare del Palermo: sfidò i bianconeri tre volte e portò a casa nove punti. Mitico (e unico), no? Una volta fu sconfitto in casa 7-0, perché niente e nessuno è perfetto.
Ci portò a Roma a goderci una fantastica serata per la finale di Coppa (perdemmo, sì, ma fu fantastica).
Proponeva gioco bello, d'attacco, rapido. Entrava spesso in contrasto con Zamparini ed era amatissimo dal popolo. Amatissimo.
Quando gli facevi una domanda, ti guardava e rispondeva dopo un paio di secondi con un'altra domanda. “Sai che c'è?” e poi cominciava a dire la sua.
Stavolta glielo diciamo noi: sai che c'è, Delio? Che ti vogliamo bene. Perché sei stato un grandissimo allenatore del nostro Palermo.
Delio Rossi in panchina al Barbera (foto Pasquale Ponente).
Redazione