Corriere - Palermo, difetti antichi. Salto di qualità rimandato

Corriere - Palermo, difetti antichi. Salto di qualità rimandato

Il Palermo continua a confermare la propria imprevedibilità, marchio di fabbrica per tutta la stagione. Anche giovedì, nella sfida interna contro il Südtirol, i rosanero hanno replicato il copione ormai noto: avanti nel punteggio, poi raggiunti e infine superati. Ha trattato il tema rimonte e salto di qualità rimandato Paolo Vannini per il 'Corriere dello Sport'.

A festeggiare è stato Castori, allenatore degli altoatesini, che – pur squalificato – ha guidato i suoi dalla tribuna stampa nel giorno della sua 572ª panchina in Serie B, record assoluto della categoria.

La gara è diventata il simbolo perfetto di un Palermo dai due volti, un’anomalia cronica che il tecnico Dionisi non è riuscito a risolvere. L’allenatore sembra ormai impotente di fronte alla trasformazione che la sua squadra subisce tra primo e secondo tempo, e lo ha ammesso apertamente nel post partita.

Il Palermo ha gettato alle ortiche ben 13 punti da situazioni di vantaggio nel corso del campionato. Ancora più significativo è il dato che la squadra non ha mai vinto una partita dopo essere andata sotto nel punteggio: ogni volta che ha subito il primo gol, è uscita sconfitta. Un andamento allarmante che si ripete, con particolare evidenza, all’inizio delle riprese. Il gol incassato in apertura del secondo tempo contro il Südtirol è solo l’ultimo esempio di una tendenza emersa anche a Modena, Reggio Emilia, Mantova e in parte a Catanzaro.

Il Palermo, che nei primi tempi appare solido, compatto e anche brillante sul piano del gioco (solo due reti subite nelle ultime undici prime frazioni), sembra trasformarsi radicalmente nella seconda metà di gara, con crolli atletici e mentali difficili da spiegare.

A peggiorare il quadro sono i ripetuti errori dei singoli, spesso anche dei più esperti. Giovedì è stato Blin a commettere l’ingenuità fatale, perdendo il pallone da cui è nato il rigore decisivo per la sconfitta. Dionisi, visibilmente deluso, ha ammesso: «Ne abbiamo parlato tante volte con la squadra, anche in modo duro, ma il problema si ripresenta sempre».

Non sono mancate nemmeno le occasioni sfortunate: due traverse colpite, una da Lund nel primo tempo che avrebbe potuto portare il risultato sul 2-0, e l’altra nel finale da Le Douaron. Ma la realtà è che il Palermo continua a mancare l’appuntamento con la maturità nei momenti chiave.

Sul piano della classifica, la sconfitta ha pesato relativamente, perché anche le dirette concorrenti sono cadute. Tuttavia, le speranze di raggiungere il quinto posto si sono ridotte: la Juve Stabia è ora avanti di cinque punti. La priorità è mantenere il sesto posto e garantirsi la qualificazione ai play-off, obiettivo che passa inevitabilmente dal prossimo, complicato, impegno a Cesena.

Il match è imminente – si gioca tra 24 ore – e l’infermeria preoccupa: difficilmente recupereranno Magnani (alle prese con un problema alla caviglia) e Ceccaroni, che giovedì è stato tra i migliori e autore di un gran gol, ma è uscito per una lussazione alla spalla. Gli esami svolti ieri daranno oggi indicazioni più precise, ma è probabile che Dionisi debba rivoluzionare l’intero reparto difensivo, affidandosi a Diakitè e Nikolaou.