Cesena, il ds Mancini su Shpendi: «Non abbiamo bisogno di svendere, operazione mai in chiusura con la Cremonese»

Le parole del direttore sportivo bianconero in conferenza stampa

Cesena, il ds Mancini su Shpendi: «Non abbiamo bisogno di svendere, operazione mai in chiusura con la Cremonese»
Il direttore del Cesena, Andrea Macini, ha dato il suo personale bilancio, in conferenza stampa, sul calciomercato effetutato dal club bianconero durante questa sessione estiva. Il ds ha parlato anche della situazione riguardante Cristian Shpendi, a lungo corteggiato dal Palermo e molto vicino negli ultimi giorni a trasferisi alla Cremonese.

Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni:

BILANCIO DI FINE MERCATO
"Sicuramente il mercato ci restituisce un Cesena più giovane, perché penso sia sotto gli occhi di tutti che la squadra sia stata ringiovanita. Abbiamo cambiato tanto, quindi servirà tempo però io mi ritengo soddisfatto di quello che è stato fatto in entrata e in uscita. Sono stati raggiunti determinati obiettivi prefissati ed altri forse no, però il mercato è anche questo, ma sia io che lo staff tecnico ci riteniamo molto soddisfatti".

LA PERMANENZA DI SHPENDI
"Durante la mia presentazione ho detto una cosa molto chiara: il Cesena non avrebbe avuto bisogno di vendere e, soprattutto, di svendere. Shpendi era un giocatore che noi sapevamo potesse essere appetibile sul mercato, perché nelle ultime due stagioni è stato capace di andare in doppia cifra in Serie B e parliamo di un ragazzo del 2003. La stampa ha dato chiuso l’accordo con la Cremonese, ma l'operazione non è mai stata chiusa. Sicuramente c'erano dei discorsi in piedi, però noi abbiamo dato una valutazione ben chiara a Shpendi e nessuna squadra si è mai presentata con l'idea della nostra valutazione. Noi siamo contentissimi che Cristian sia rimasto, perché personalmente lo reputo il migliore attaccante che c'è in Serie B e, quindi, vuol dire che partiamo avvantaggiati. Cristian è contento di rimanere e noi siamo contenti di tenerlo qua".

MISTER DIAMANTI
"Penso che l’allenatore abbia già dimostrato di essere stato in grado in poco tempo di dare un'identità forte ad una squadra che arrivava da un calcio totalmente diverso. Non è facile in un mese e mezzo saper dare l'identità che ha dato il mister. Inoltre, secondo me, sono stati presi dei giocatori seguendo una logica precisa e sono ragazzi che possono avere un valore in un futuro. Come ho detto prima, mi ritengo soddisfatto del lavoro che è stato fatto e dell’opportunità che mi è stata data da parte della società nello svolgimento del mio operato".