Cercasi equilibrio: la difesa può essere il miglior attacco

De Zerbi cerca equilibrio per un calcio offensivo, senza rinunciare alla solidità che serve per salvarsi.

Cercasi equilibrio: la difesa può essere il miglior attacco

 

 

E’ già dimostrato dalle statistiche che la principale difficoltà del Palermo risieda nella costruzione offensiva. Un solo gol in tre partite, due tiri in porta contro il Sassuolo, tre contro l’Inter, addirittura uno contro il Napoli. ‘Manca il centravanti’, oltre ad essere un’evidente verità, è ormai un tormentone (potrebbe diventare un brand di articoli sportivi rosanero) e che Diamanti non possa rimediare a quest’assenza è stato evidente sabato sera contro il Napoli. De Zerbi avrà molto da lavorare, probabilmente dovrà concentrare gran parte del tempo alla fase offensiva, perché è proprio vero che le partite si vincono solo facendo gol. Ma è altrettanto vero l’assunto tutto italiano del ‘prima non prenderle’, e la nuova difesa a 4 lascia all’incertezza diverse valutazioni: la linea a 3 lasciata in eredità da Ballardini garantiva un buon equilibrio tra la retroguardia e il centrocampo, densità e copertura con l’apporto del mediano e svincolava gli esterni da eccessivi compiti difensivi. In particolare Aleesami, tanto efficace quando c’è da spingere e guadagnare metri, quanto incerto e impreciso in fase di ripiego e contenimento. Nella linea a 4, i terzini sono più coinvolti nella costruzione di gioco. La diretta conseguenza è una maggiore responsabilità  affidata ai due centrali. Sabato sera, privati di un terzo sulla stessa linea, hanno potuto reggere 45 minuti contro un attacco veloce e dinamico come quello napoletano, per poi sgretolarsi e aprire spazi inevitabilmente letali.

D’altronde, la fase difensiva applicata da De Zerbi al Foggia ha sempre fatto affidamento sul buon livello tecnico dei difensori e, soprattutto, sul pressing organizzato di tutti i giocatori dietro la linea di centrocampo, a determinare quasi una fase offensiva continua. Atteggiamento, questo, di difficile applicazione nel contesto rosanero.

La sfida del nuovo tecnico sarà dunque trovare, in un modo o nell’altro, un via da percorrere per fare gol. Non dimenticando che spesso, in Serie A, la difesa è il miglior attacco.