Brugman avanzato, ecco il segreto
Ballardini ha puntato sull'uruguaiano trequartista. Ad Empoli e Grosseto aveva occupato (bene) quel ruolo.
Ce ne eravamo quasi dimenticati. Perché per un ampio scorcio di stagione è stato ai margini del campo di gioco, a mugugnare in allenamento per sperare di trovare spazio. E adesso, pare che sia arrivato il suo turno. Tempo di rilancio per Gaston Brugman. Una bella scoperta rosanero l’uruguaiano, sin qui autentico oggetto misterioso. Sotto la guida tecnica di Iachini solo 127 minuti di utilizzo, subito 90, invece, con Ballardini.
Da trequartista e non da regista di centrocampo: ed è qui la svolta per l’ex Empoli e Pescara che era stato “risucchiato” nel vortice del “modello Pirlo” che negli ultimi anni ha portato, senza grossi successi, molti fantasisti di medio calibro a riciclarsi come playmaker davanti alla difesa.
Dunque, ritorno alle origini per Brugman. Nato trequartista e in quella posizione impiegato a Empoli e Grosseto, convertito in mediano durante le ultime esperienze pescaresi. E per questo ruolo, acquistato in estate dal Palermo, per fornire un’altra alternativa al duo Jajalo-Maresca. Ma ci ha visto lungo, Ballardini. Portando indietro la mente a quando Brugman seminava giocate di puro talento a ridosso delle punte, a Empoli.
Avanzare un centrocampista sulla trequarti, mossa abitudinaria per un allenatore accorto ai dettagli tattici come Ballardini. Come già con Simplicio, proprio in rosanero: il brasiliano prima di Ballardini, fra Parma e San Paolo, veniva impiegato principalmente da mezz’ala o da regista basso. Fu proprio Ballardini ad “alzarlo” per sfruttare al meglio tempi di inserimento e capacità realizzative del brasiliano. E i risultati, furono preziosissimi per il Palermo: 7 reti nel 2008/09, la stagione del “Balla” in rosa. Un trequartista di ritorno, dunque. Brugman soluzione fresca per il Palermo. Un uruguaiano tutto da scoprire e le prime indicazioni contro la Lazio, lasciano ben sperare.
Redazione